Sai, ho pensato davvero molto a come far partire una lettera così.
Se iniziare a riempirti di lodi, se raccontarti chi sono o se soltanto dirti ciò che penso.
Non so, non esiste un giusto o uno sbagliato, non esiste o bene o male, non esiste o destra o sinistra.
Si, ci ho pensato molto, poi ho deciso che la buttavo giù come veniva, senza troppi fronzoli.
Quando ti ho notato?
Non ricordo, sinceramente.
Però hai presente quando vedi qualcuno che ti colpisce, anche solo per un secondo?
Poi sparisce, ma una immagine bella, forse un pò sfuocata, ti rimane appiccicata lì, in un angolino della mente?
Poi ti ho rivisto, ancora, come dei piccoli flash di una macchina fotografica.
Qualche lampo, solo per un paio di secondi, e poi di nuovo niente.
E mi son chiesto come ti chiami, cosa fai nella vita e cosa ti piace della vita.
Poi passano i giorni. E passi un pò anche tu.
Io faccio le mie cose, tu le tue.
Poi un giorno ti rivedo, di nuovo.
Sei seduta tre file dietro, sei accanto a quello che forse è il tuo moroso, non so.
Non gli dai nemmeno troppo peso, però.
Sì, forse è proprio il tuo moroso.
E ti vedo combattere.
Combatti con quel prof disarmante, quello che parla, parla e parla, e tu sbuffi mentre con un gesto dolcissimo sposti quella ciocca ribelle che magari ti sei ripromessa di tagliare.
Combatti col filo dei tuoi pensieri, con quella scia aurifera che veloce ti porta a navigare tra le cose che devi fare.
Forse pensi a quanto ti rompe tenere la sorellina piccola stasera che è sabato, e vorresti uscire, vorresti ridere, scherzare, ballare a perdifiato.
Forse vorresti soltanto non essere lì, forse sogni i caraibi, forse sogni di correre via dai tuoi bimbi, quelli che amorevolmente tieni ogni giorno per aiutare la piccola suorina che sta a due passi da casa tua.
Forse pensi che oggi il tuo moroso è proprio un rompipalle, forse invece pensi che se non ci fosse lui ad ascoltarti quando le cose in casa non vanno non sapresti dove sbattere la testa.
Tu stai lì, soffiando leggera quel taglio un pò vecchio, ma a te non importa, a te piace così.
E giocherellando con la matita sulle morbide linee delle labbra, guardi un pò più su, immaginando qualcosa che soltanto tu sai poterti vivere.
Poi ti vesti, perchè lezione è finita.
Ti alzi, e hai un bottone dei jeans slacciato.
Veloce corri a chiuderlo, guardandoti un pò in giro, chiedendoti se qualcuno ti ha vista.
Avrai pensato "Ho esagerato ieri sera" ripensando alla cenetta dalla Marta, o Gabriella, o Agnese.
Quattro ore a riderci sù, a consolarsi dopo un pò di lontananza.
Un buon vino, un paio di bottiglie, per la precisione.
E hai mangiato, riso e bevuto, sentendoti bene come forse già da un pò non stavi.
E si vede quando goffamente arrossisci, quando qualcuno in effetti ti ha visto e tu ti stai vergognando da morire.
Ti metti la tua giacca beige, aspetti sempre qualcuno quando esci, forse il moroso di prima, forse soltanto un amico.
Lui arriva, e vi allontanate vicini.
Lui sicuramente sa come prenderti, sa come farti arrabbiare, perchè tu veloce molli un destro diretto alla spalla di lui, che ridendo sa che forse quel pugno se lo merita.
E poi giri l'angolo, appena dopo via Mascarella.
Dove andrai?
Cosa farai?
Ma sopratutto, come stai?
Questo vorrei chiederti se mai ti parlassi.
Una domanda stupidissima, spesso di circostanza.
Te la chiederei però affidandoti, assieme alla domanda, le mie orecchie.
Ti ascolterei, ti lascerei parlare, forse conoscerei anche una parte che, di te, a me non va giù.
Credo che comunque ne varrebbe la pena.
Ho provato a darti un nome.
Non son riuscito.
Ti starebbe bene Alice.
Martina.
O forse qualcosa di più, di più ricercato.
Non sei comune, questo lo so.
Allora buonanotte, qualcosa di più.
Chissà se domani quel ciuffo sarà ancora lì.
E chissà cosa mi racconteranno i tuoi limpidi occhi un pò persi all'insù.
Sicuramente qualcosa di più.
P.s.: Ehi... Come stai?


Ma sopratutto, come stai?
Una domanda stupidissima, spesso di circostanza.
Te la chiederei però affidandoti, assieme alla domanda, le mie orecchie.
Non sei comune, questo lo so.
Ho ricopiato le frasi che mi hanno fatto pensare a te.. nell'ultimo periodo ci vediamo troppo poco e mi scoccia.