7.2.08
Pazzia
A cosa può far arrivare la pazzia?
A molte, troppe cose.
Steven e Holly si amavano in maniera sconsiderata, quasi disarmante.
Il loro rapporto era, in ogni piccolo particolare, perfetto.
In ogni piccolo particolare quel che ne risaltava era la perfetta risolutezza del loro amore, che dolcemente li portava in grembo.
La loro vita poteva essere considereta semplice, semplice ma felice.
Insieme si sentivano di poter affrontare il mondo.
In una piccola fuga dalla città, dai volti conosciuti e dalla routine quotidiana, si erano rifugiati in un piccolo bungalow alle porte di una cittadina tranquilla sul mare.
Una mattina, particolarmente ispirata, Steven sedeva sul porticato antistante alla casina, seduto su una sedia a dondolo, contemplando il mare tranquillo, proprio come il viso di Holly ancora profondamente addormentata nel piccolo letto pieno di granelli di sabbia.
Rincorrersi su una spiaggia libera, stendersi sul bagnasciuga al tramonto, correre a perdifiato uno dietro l'altro di notte in mezzo al mare erano soltanto sprazzi di quell'amore incondizionato che tenero scivolava via tra le onde increspate di un quadretto tutto blu.
Quella mattina Steven aveva preparato la colazione, scegliendo con cura i biscotti che piacevano tanto a Holly. Un tè caldo, alla pesca, una spremuta d'arance fresche appena colte e un paio di croissant francesi attendevano armoniosamente insieme il risveglio del suo amore.
Una colazione fugace, fatta di sguardi complici e promettenti, fatta di voglia di dare e voglia di avere.
Come in tutti i loro giochi, forse un pò infantili, le risposte di uno non facevano aspettare quelle dell'altro.
Quei biscotti scelti con cura iniziarono a volteggiare sopra loro, che veloci si lanciavano per gioco ogni sorta di oggetto in una lotta impari ma pari, perchè lui, nonostante i suoi novanta chili, sapeva in che modo pareggiare lei, che di chili addosso ne aveva ben trenta in meno.
E così nacqua una lotta, una delle tante, fatta di morsi, pizzichi e baci al fulmicotone.
Scivolarono uno sull'altro, rotolando su se stessi più e più volte, scivolando lei sul bagnato lasciato dalla doccia di lui, sbattendo lui contro una porta a vetri che, si sà, sembra sempre aperta.
Fino ad arrivare contro ad un muro, dove Steven cingeva Holly per i polsi, rifiatando per le corse, ansimando per la lotta.
I respiri si incrociarono fino a diventare soltanto uno, uno come lo sguardo che dolce e deciso si stavano lanciando ora.
Uno, come il lungo bacio che si dettero, finendo, come sempre, a fare l'amore su quel letto pieno di granelli di sabbia, portati dal vento, portati da loro.
Holly, innamorata realmente, inizio da quel giorno a scrivere lettere su lettere, nascondendole, giorno per giorno, una dopo l'altra, inventandosi quotidianamente una caccia al tesoro per stuzzicare la mente di Steven.
Continuò a scrivere ogni giorno, raccontando sempre di un aspetto diverso, di un episodio curioso, di uno sguardo d'amore.
Continuò così, ogni giorno.
Continuò così, anche dopo aver scoperto che di figli, loro, non potevano averne.
Continuò così, anche dopo aver scoperto che Steven aveva un tumore al cuore.
Continuò così, anche dopo aver sussurrato l'ultimo "Ti amo davvero".

Continua così, anche oggi, anche se sola da più di vent'anni.
Continua così, anche oggi, a scrivere quelle lettere.
Perchè l'amore va oltre ogni cosa.
Persino oltre la pazzia.
 
posted by F. Parisi at 14:29 | Permalink |


2 Comments:


  • At 7 febbraio 2008 21.30.00 CET, Anonymous Anonimo

    Ecco come si fa a scrivere un commento!!!
    Ogni volta mi diceva "invia per email a un amico" e io rimanevo perplessa!
    Bene bene..
    Finalmente posso commentare..
    che sollievo..

    Conoscendoti, quando ho iniziato a leggere, mi aspettavo un catastrofe imminente.. mi sembravano troppo felici per essere lasciati in pace..
    infatti nel punto in cui scrivi "scivolando lei sul bagnato lasciato dalla doccia di lui, sbattendo lui contro una porta a vetri" l'avevo già visto morto stecchito in un lago di sangue..
    e invece nonostante tutto è una storia che finisce in modo dolce, di quelle che piacciono a me.. proprio bella..

    ire

    [sotto a questa finestra ci sono dei campi che non so come riempire.. panico.]

    [se riesco a postare questo commento voglio una statua. e sarebbe la seconda!]

     
  • At 7 febbraio 2008 21.32.00 CET, Anonymous Anonimo

    sono un genio.

    ire
    [ci ho preso un gusto che mai]