Senza voce restano mute le ombre della tua vita. Resta come un grido sordo, senza voce e senza senso. Perso in un buio che luce non trova. E’ non dare libertà a un selvaggio istinto. E’ non dare libero sfogo a quella maledetta rabbia, a quella naturale paura che tutto resti così, a quel timore di perderti in quella stanza che hai chiuso agli altri. E fuori da quella porta restano orecchie in silenzio percettibilmente tese nell’ascolto del tuo respiro. Impotenti davanti a quella chiave che lì non gira a quella chiave che solo tu possiedi, e che ti separa da loro. Ma loro restano lì, in piedi, in silenzio, in affanno, fuori da quella porta così spessa da non poter far altro che immaginarti vivere. Ma loro restano così: in ascolto di te. L’attesa quieta le premierà. - Forse -
Senza voce restano mute le ombre della tua vita.
Resta come un grido sordo,
senza voce e senza senso.
Perso in un buio che luce non trova.
E’ non dare libertà a un selvaggio istinto.
E’ non dare libero sfogo a quella maledetta rabbia,
a quella naturale paura che tutto resti così,
a quel timore di perderti in quella stanza che hai chiuso agli altri.
E fuori da quella porta restano orecchie in silenzio
percettibilmente tese nell’ascolto del tuo respiro.
Impotenti davanti a quella chiave che lì non gira
a quella chiave che solo tu possiedi,
e che ti separa da loro.
Ma loro restano lì,
in piedi, in silenzio, in affanno,
fuori da quella porta così spessa da non poter far altro
che immaginarti vivere.
Ma loro restano così: in ascolto di te.
L’attesa quieta le premierà. - Forse -