Lasciatela caricare.
Questa canzone parla di un lieto fine.
Un lieto fine che non tutti raggiungono, un lieto fine a cui non tutti riescono ad arrivare, nonostante ci provino davvero, nonostante lo sentano voler uscire dal cuore.
Ci sono storie che forse non sono destinate ad andare avanti, perchè a volte lo stare assieme fa più male del lasciarsi, lasciarsi per sempre.
Perchè quando guardi qualcuno negli occhi, qualcuno che conosci, qualcuno al quale hai voluto bene davvero, guardi nel suo cuore, e a volte scopri cose che non vorresti mai voluto vedere.
Perchè quando trovi in un libro parole che sembrano uscite dalla tua bocca, anche se scritte da una persona che non conoscerai mai, smetti quasi di sentirti solo, perchè qualcuno ha provato qualcosa che tu sentivi soltanto tuo, e che invece, anche se non realmente, puoi condividere idelamente con qualcun'altro, smettendo di chiederti se il diverso fossi soltanto tu, o se un altro essere umano avrebbe mai potuto comprenderti.
Betty lavora come cameriera in un ristorante, un ristorante crocevia di tante vite, un ristorante caposaldo di un'unica grande famiglia.
Betty ha vent'anni, diciannove per la precisione.
Betty è sicura, risponde a tono ed espone le sue idee. Forse Betty non ama ascoltare, non ama essere messa in discussione, ma Betty è così, prendere o lasciare.
Betty ha un ex, si chiama Antonio.
Un ex forse un pò bambino, forse un pò immaturo.
Antonio, un sabato sera, torna a far parte per un attimo di una vita quasi non più sua, quella di Betty.
E si trova a piangere sotto casa sua, dicendo cose che sembrano uscire dal cuore, dicendo che oggi si può ancora perdonare.
Salvo rivoluzionare tutto appena due notti dopo, dicendo che di loro, Betty e Anto, non si può più parlare, ferendola nel profondo, dicendole che ora lui ha un'altra, un'altra che non è gelosa, un'altra che non è ossessiva.
Betty non ci sta, è impulsiva, questo si sa.
Corre da Lui, imponendosi di pensare che deve soltanto restituirgli dei soldi, sapendo di non volere soltanto restituirgli dei soldi.
Lui c'è, è in casa, ma non si fa trovare, preferisce far dire "No, Betty, Anto non è in casa" da un amico, preferisce scappare, anzichè affrontare.
Così Betty torna al ristorante, dove il lavoro non riesce a farla svagare, dove un buco nello stomaco è soltanto quello che Lei riesce a sentire.
Poi Betty, forse perchè debole, forse perchè cancellata dentro, riesce a parlare, e si trova ad affrontare un ragazzo a cui piace ascoltare.
Ti scrivo apertamente, Betty.
Guardandoti negli occhi, il primo giorno, non ho notato increspature, nè crepe emozionali.
Una ragazza tutto d'un pezzo, avrebbe detto mia nonna.
Ti ho ascoltato, poco alla volta, perchè tu poco alla volta hai voluto dirmi ciò che credevi giusto dirmi.
Senza forzarti, ti sei trovata, mentre eri immersa nel tuo dolore, in una sala a me fin troppo familiare, e hai provato, lì, a farti consigliare.
Non è facile cercare dentro di sè i motivi per i quali le persone, a volte, decidono di cambiare strada, di prendere una via che non è più parallela alla tua.
Non è facile ammettere che è altrettanto facile sbagliare, che i difetti, quando meno te l'aspetti, ti possono annientare.
Però, in quei pochi attimi, in quei pochi minuti, sei riuscita ad essere te stessa al 100 %, e so che non mi sbaglio.
Hai provato a ragionare, a far girare la tua testolina, hai cercato consiglio in qualcuno che, forse, hai pensato ti potesse aiutare.
Io non sono così presuntuoso, te l'ho detto.
Non conosco te, non conosco lui, non conosco Voi.
Però, in ogni episodio, in ogni storia, c'è qualcosa per cui vale la pena frenare.
La canzone caricata qui parla di un lieto fine.
Forse queste parole sono le più adatte a te.
"Questa è la storia più difficile che abbia mai raccontato.
Niente speranza, o amore, o gloria.
Ogni lieto fine è sparito per sempre.
Mi sento come se mi stessi consumando.
E forse mi sto davvero consumando ogni giorno."
Io non ti voglio insegnare nulla, questo lo sai.
Vorrei soltanto vederti sorridere, perchè un sorriso è il rimedio a tante, troppe cose, e troppo spesso ce ne dimentichiamo.
Ti ho detto della mia, di ex, quella ex che, a casa con i miei, è riuscita a tirare fuori il peggio di sè, sentendo di te.
In ogni rapporto c'è qualcosa da salvare, e anche io, con Lei, avrei avuto qualcosa da salvare.
Peccato che Lei, con la sua gelosia e la sua immaturità, riesca benissimo a coprire quello che di buono si potrebbe conservare.
Sai, sento un pò di parallelismo.
Come qui, a Bologna, dove autostrada e tangenziale fanno chilometri una a fianco dell'altra, trovando, di tanto in tanto, caselli in cui congiungersi, per poi riprendere le proprie vie, sempre fianco a fianco.
Io non avuto gli stessi percorsi di Antonio, questo lo so.
Ho avuto di fronte, però, gli stessi percorsi che tu stai vivendo ora, li ho avuti davanti con Lei.
E quello che ho provato è stato soltanto cancellare ciò che di brutto Lei mi faceva vedere.
Sai, la canzone qui sopra parla di un lieto fine.
Perchè è vero, tu hai vent'anni e magari fra dieci non ti ricorderai nemmeno di Lui.
Ma lasciati dire una cosa.
Le storie non sempre sono come le corsie di un'autostrada.
Spesso corrono parallele, poi, quando meno te lo aspetti, un blocco si trova davanti a te, e quella corsia rimane chiusa.
Sì, lasciati dire una cosa.
Le cose, a volte, devono finire.
Ma se riesci a ragionare, a non lasciarti andare, i blocchi sulle corsie diventano soltanto lieti fini
E, come sai anche tu, da un lieto fine, con un buon terreno, è facile ripartire, proprio come è facile tornare pochi chilometri dopo su una corsia poco prima bloccata.
Abbi cura di te.


Forse non ci incontreremo mai... ma se mai capitasse, ricorderei quel giorno x il resto dll mia vita. ciao