17.3.08
Un sorriso all'alba
Sai, ti guardavo mentre davanti a me scrivevi veloce gli appunti della prof, quelli che nessuno scrive mai, quelli che nessuno saprebbe se non ci fossi tu a portarteli dietro.
Sai, capita, a volte, che mi soffermi un pò troppo a pensarti, per poi scoprire però che non è mai abbastanza, che nessuna liceale sul 17 delle 14.10 ha un sorriso come il tuo, ha degli occhi come i tuoi.

E mi ritrovo d'un tratto spensierato e felice, a camminare per una via che non conosco, ma che mi piacerebbe tanto sapere già.

Se telefonandoti, tu che sei lontana, ti dicessi ciò che vedo, so che mi sorrideresti, perchè piacerebbe anche a te.
Se al di quà della cornetta ti raccontassi di due bimbi che si rincorrono veloci, di quelle piccole margherite che abbiamo piantato insieme, di quell'arcobaleno di colori che tu hai appiccicato sul muro di pietra grigia, "...perchè il grigio non è il tuo colore", so che sorrideresti e mi renderesti felice, anche se forse una lacrima acre e salata solcherebbe piano le tue guance un pò arrossate.

E mi ritrovo d'un tratto spensierato e felice, a calciare un pallone contro ad un muro, che di crepe forse ne ha già.

Se scrivendoti, una lettera, una mail, una poesia dolce più di te, provassi a raccontare di quando, e di quanto, quell'alba, tu sorridevi a me, sai che non ci riuscirei.
So però che ti siederesti di fianco a me, su un prato verde, ad ascoltarmi mentre ti racconto storie fantastiche, storie in cui tu torni piccina e ti lasci trasportare, risvegliandoti soltanto quando la mia voce delicata lancia una frecciatina tra quei pensieri un pò troppo chiari.
E ti vedo, ancora, sorridermi, inclinare la testa un pò di lato, lanciarmi un pò di sabbia e poi fuggire lontana, mentre io ti inseguo, mentre tu soltanto sai come provare a rendermi felice.

E mi ritrovo d'un tratto spensierato e felice, a prendere in mano una penna, che di parole ne ha scritte già.

Ricordo ogni momento come se fosse aria per un ciclone, vento per un aquilone, fuoco per un leone.
Ricordo ogni istante come l'amore dentro un ascensore, come la sabbia sotto al sole, come due cuori sotto ad un fiore.


Sai, forse rideresti un pò a leggere tutto ciò.
Perchè sai che sono anni che non ti vedo.
Perchè sai che sono anni che non ci vedo.

Eppure, so che mi abbracceresti come il primo giorno.
Mi ascolteresti come il primo giorno.
Mi baceresti come il primo giorno


Anche se forse, come l'ultimo giorno, mi saluteresti ancora così.

Ed io finirei per amarti ancor di più.
 
posted by F. Parisi at 11:14 | Permalink |


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