Sono abbastanza tranquillo in questo periodo.
Non so, sono sempre nella stessa situazione di prima, però qualcosa mi da la forza per andare avanti tranquillo, senza stare troppo a deprimermi.
Mi riconosco, me ne accorgo, so che sono diverso, diversissimo da un anno fa.
So di essere diverso perchè in ogni frazione, in ogni momento, sopratutto in ogni evento, ci penso, ragiono, con calma, senza volere tutto al volo, senza pretendere troppo da una fortuna che, ormai abbiam capito, sulla mia strada ci passa poco volentieri.
Però va bè, a me non importa, non ci faccio troppo caso, e quindi vado avanti.
Sto per finire il mio primo mese di lavoro al Roadhouse, che forse rimarrà anche l'unico.
Un pò troppe coincidenze mi hanno portato su questa decisione.
Io non credo troppo al destino, però forse è giusto così.
Peccato, lì dentro ci sto davvero bene.
Sono me stesso al cento per cento, forse perchè non ho avuto bisogno di presentare il mio passato per essere accettato lo stesso, e ne sono felice, perchè con ogni persona che ho parlato lì dentro ho creato un rapporto che, anche se non confidenziale con tutti, è comunque un sorriso, un come va?, un semplice ciao quando arrivi e quando vai via.
E sono davvero contento per alcune persone, senza far troppi nomi, con cui ho legato un pò di più.
Mi considereranno spesso e volentieri un cretino, però bè, un cretino buono, e io sto bene con loro, perchè non c'è solo gioco, non c'è solo pazzia.
Ogni giorno ho avuto modo di parlare un pò con ognuno e in ognuno scopri lati che non avresti mai nemmeno immaginato.
Ognuno con i suoi pensieri, il suo passato, le sue storie, il suo perchè lavora lì, il suo perchè di domani, il suo accento, che sia semplicemente bolognese, torinese, bresciano, padovano o mezzo trentino e mezzo sardo.
Persone che in ogni caso, credo proprio, ti accolgano senza troppi pregiudizi.
Poi va bè, per qualcuno c'è forse pure qualcosa di più, ma meglio fermarsi qui.
E così forse, a malincuore per le persone che lo formano, il Roadhouse prenderà una via diversa dalla mia, sperando che non sia così per tutto.
Ero in un periodo un pò triste, a causa di certi pensieri, sinceramente negativi, rivolti ad alcuni amici.
Poi tornando si sono dissolti, del tutto o quasi, in un paio di minuti, ed è stata una soddisfazione poter ridere e riabbracciare vecchie persone.
E ci troviamo a conoscere di più una certa S., che dice d'incantarsi sui miei testi, che tante volte hai visto mentre lavoravi, che soltanto pochissime volte hai considerato con almeno un ciao.
L'immaginavi diversa, e forse non è un male.
Però chissà, l'esperienza fin qui mi dice che prima di fidarsi davvero di una donna bisogna che ne passi, di tempo.
In pochissimi giorni ho scelto vie impegnative ma fruttuose.
Sono entrati pensieri in testa troppo grandi, troppo velocemente e troppo insieme, e quel che più mi piace è che sto cercando di tenerli a galla tutti quanti, e devo dire che per ora funziona.
Ho pensato, come detto, a una via diversa per il lavoro.
Entro qualche mese inizierò a mettere giù un mezzo piano per l'erasmus, destinazione preferita ovviamente Parigi, anche se sicuramente la scelta ricadrà altrove, probabilmente Spagna, per una mera ragione economica.
Con una scadenza un pò più a lungo termine ho prefissato i termini per la mia specialistica in una grande, grandissima città, che sogno da quando ero piccolino e che, per quello che vorrei fare un domani, è senza dubbio la base perfetta.
E ora si tratta soltanto di attendere.
Ho ragionato tanto anche su di te, Lisa, e devo dire che la delusione rimane sempre e comunque il primo sentimento che provo quando penso a te.
Puoi dire quello che vuoi, la realtà è sempre la stessa e te la ripeto: ti sei comportata in maniera identica a quella che una volta avrei potuto chiamare migliore amica, una certa Irene.
Se ti interessa sapere come siamo rimasti io e l'Irene, bè, lei finge in continuazione di voler recuperare un rapporto che non c'è più anteponendo sempre altre cose a quella che dice voler essere una sua priorità.
Quel che penso io è che ho nuovamente sbagliato a fidarmi di qualcuno.
Tutto qui.

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