20.5.08
La maschera
Non so per quanto tempo vi sia capitato, ma so senz'altro che vi è capitato.
Viviamo ogni giorno di più in un mondo freddo, egoistico, solitario e malinconico.
Oggi, ad esempio, piove.
Già da qualche giorno piove.
Ed io sono senz'altro metereopatico, perchè non sorrido da qualche giorno.
E forse è anche giusto così.
Sì, perchè sono un pò di giorni che non mi sento bene, con me stesso.
Sento che non mi piace il modo di pormi con gli altri, il modo di relazionarmi con le persone.
Sento un vuoto, dentro, grandissimo.
Mi piacerebbe tirare via quel muro che ho con tutti, quello che non fa capire alla gente quando scherzo o quando dico sul serio, quello che non permette a nessuno di avvicinarsi e quello che, sopratutto, non riesce più a farmi innamorare.
Ne parlavo con Martina.
E' un periodo in cui sto rimettendo in discussione tutto.
Addirittura sono arrivato a pensare che non sono mai stato innamorato.
Ho chiesto ad Elia cosa vuol dire essere innamorati, e se lui lo è mai stato.
Mi ha detto che non sa cosa vuol dire essere innamorati ed amare, ma mi ha risposto così: "Ci sono cose, a volte, che faresti soltanto per la persona che credi di amare. Le faresti per qualsiasi cosa al mondo, e non ti domanderesti nemmeno il perchè. Semplicemente, le fai e stai bene così."
Allora ho ripercorso i passi che mi hanno portato fino a qui.
E sì, ci sono state tante, tantissime cose che ho fatto per lei, senza chiedermi nemmeno perchè.
E stavo bene così.
Allora amare vuol dire questo?
Vuol dire darsi totalmente a una persona, senza aspettarsi nulla, ma soltanto per il piacere di vederla sorridere per te?
Se è così, sono stato innamorato, già.
Ma allora perchè oggi, con nessuna, riesco a sentirmi tranquillo?
Perchè non ho le cosiddette farfalle nello stomaco?
Ho incontrato persone che mi hanno fatto male, nella mia vita.
Chi più, chi meno.
Ho il difetto di affezionarmi in fretta alle nuove persone.
Senza domandarmi se, per coloro che mi sono di fronte, sia la stessa cosa.
E tante, troppe volte sono finito con il sedere a terra, inerme contro il male stesso addosso a cui io, semplicemente, sbattevo.
E mi chiedo perchè, per sopravvivere oggi, devo sempre dimostrarmi felice, sorridente, senza pensieri e senza espressioni tristi.
Nonostante io a volte non voglia esserlo, mi sforzo di farlo.
E sono "costretto", proprio tra virgolette, perchè so che nessuno mi obbliga, ad essere così.
Ma va così.
Un pò perchè non mi va, non mi va proprio, di farmi vedere triste o pensieroso.
Un pò perchè tanti, tantissimi contano su quel Parry, o quell'Adriano, o quel Fra che bene o male sà sempre che fare, e che ti può ascoltare e farti vedere quelle prospettive che magari non immaginavi.
Sono stati giorni bui, per davvero.
Ho rivalutato tante cose.
Ho bisogno di parlare con un pò di persone, di capire cosa provo e cosa mi fanno provare.
Sono stanco di dover lottare, di dover vedere Parigi come l'inizio e la fine di ogni cosa, ogni volta.
Vorrei avere due case.
Una è qui, con chi penso mi voglia bene, con chi condivide con me giorno per giorno ogni piccola cosa, con chi amo, come mia madre, mia nonna e i miei amici.
Una vorrei fosse là, nella città che amo più di tutte.
Quella che, ovunque sei, puoi fermarti per un minuto e vedere quanto di bello la vita ti può dare.
Il cielo, la nebbia, il sole e la Senna.
I bateaux moches, gli artisti nel quartiere latino, la vista della città dal Sacro Cuore, Montmartre.
E poi quei posticini nascosti, sempre troppo cari per me, ma davanti ai quali mi fermavo a scrivere, col mio quadernino vecchio, un pò rotto ma che amo, e dentro al quale sono scritti quei pensieri che nessuno leggerà mai.
Ero partito con un post abbastanza malinconico, e avrei voluto scrivere molto di più.
Poi però una certa ...fiammetta è riuscita a riaccendere una di quelle giornate a cui non vorresti chiedere null'altro che un letto e quattro mura buie.
Mi ero fatto un'idea sbagliatissima di te, lo ammetto.
Ma quanto sono felice di essermi sbagliato, questo no, non lo puoi sapere.
E per questo ti ringrazio, per essere così, e per sorridere così quando ti canto "...and you'll never Silkepil..." anche se sai che è sbagliata, ma in fondo ti piace di più così.
Non so.
Per ora va così.
Ho imparato che quando va tutto male, la cosa migliore è aspettare.
Di solito funziona.
Io aspetto.
Magari le cose si sistemano da sole.
Una mano però diamogliela lo stesso.


P.s.: Grazie davvero, Fiamma.
 
posted by F. Parisi at 11:29 | Permalink |


2 Comments:


  • At 21 maggio 2008 22.35.00 CEST, Anonymous Anonimo

    Dopo tanti anni nemmeno io saprei rispondere alla tua domanda:"...cos'è l'amore",
    è come chiedersi perchè certe persone ci attraggono come una calamita senza volerlo,
    perchè certi giorni ci svegliamo con una carica interna pronti a partire per cambiare il mondo...
    è spesso incerta e difficile formulare una giusta risposta a tutto questo.
    Io ne ho passati di amori o presunti amori sperando un pò che ogni volta fosse per sempre,
    ma son giunta alla conclusione che non esiste quello giusto per ognuno, perchè l'amore è fatica, sacrificio, paura, gelosia, rabbia, delusione tanta delusione e se non si è disposti ad affrontarli anche quando finisce la spinta del semplice "vedrla sorridere" allora non può funzionare.
    Io penso cmq che nel tuo caso è prematuro ricercare o parlare d'amore
    lasciati travolgere dalle emozioni, dagli eventi e dalla passione...
    qualunque cosa accada nella tua vita ha un perchè che però spesso non riusciamo a comprendere...
    abbatti il muro, analizza meno le cose e vivile di più...
    Fino a quelche tempo ero come te, pensavo troppo...alla fine mi son resa conto che manipolavo io stessa in malomodo la mia vita e mettevo troppo in discussione amicizie e rapporti vari e non andava bene, ora ho imparato a vivere prima e pensare forse poi...
    anche se quello che scrivi fa bene a tanta gente che ci si ritrova nelle tue parole ed a volte trova forti sconfitte per alcune cose ma spesso conforto per tante altre quindi per quel che vale Grazie

    Lettore Accidentale

     
  • At 22 maggio 2008 3.39.00 CEST, Blogger Parry

    Grazie a te, per essere stata così schietta. Non è facile lasciarsi travolgere quando credi di non provarle più, le emozioni. Ma in fondo, credo sia tutta una questione di testa. L'importante è che la testa si sblocchi.
    Grazie di nuovo.