29.5.08
No title
La vedi lontana, poi sempre più vicina.
Cammini lento, perchè ti piace gustarti ogni singolo istante di quel momento chiamato realtà.
Cammini chino, perchè non vuoi che un piccolo squarcio tra i palazzi ti dia, anche se solo per un istante, quell'emozione che vuoi vedere per intero.
E allora prendi dritto, per Emile Pouvillon, i cui palazzi rosso mattone ti guardano severi, sì, ma amichevoli.
E prendi Rue Pouvillon perchè sai benissimo che è l'unica che ti copre, fino alla fine, la vista di Lei.
E non sai che ti immagini, non sai se sarà ancora lì, non sai se aspetterà soltanto te.
Però ti piace pensare che tu abbia una promessa con Lei.
Lei, anno dopo anno, giorno dopo giorno, ora dopo ora, rispetta la vostra promessa.
E tu sai che, in un modo o nell'altro, prima o poi, potrai rispettarla esattamente come Lei.
Per ora, accontentiamoci così, per soltanto un pò, soltanto pochi minuti.
Soltanto pochi, interminabili, bellissimi minuti.


 
posted by F. Parisi at 01:22 | Permalink |


1 Comments:


  • At 5 giugno 2008 0.01.00 CEST, Anonymous Anonimo

    «Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?

    - Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.

    - I tuoi amici?

    - Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.

    - La patria?

    - Non so sotto quale latitudine si trovi.

    - La bellezza?

    - L'amerei volentieri, ma dea e immortale.

    - L'oro?

    - Lo odio come voi odiate Dio.

    - Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?

    - Amo le nuvole... Le nuvole che passano... laggiù... Le meravigliose nuvole..»

    Ti voglio bene,straniero.