Imbocco.
Casello.
Biglietto.
Bivio.
Ad un bivio?
Sempre a sinistra.
E poi via.
I chilometri sotto le ruote, uno dopo l'altro.
Tanti chilometri, tanti pensieri.
"Stai tornando?"
Sì.
No.
"...cosa rispondo?" pensi.
"Sì."
E allora giù il piede, velocissimo.
Il contachilometri sale, il motore quasi scoppia ma non si può rallentare, proprio non si può.
I pensieri si accavallano, l'uno sull'altro, su di te, su di lei.
Non sai che sarà di voi, non lo sai proprio.
Ma non stai male nemmeno ad aspettare, a dedicare tutto il tempo nell'attesa di un messaggio, anche se non contiene ciò che ti piacerebbe davvero sentire.
E poi arrivi.
Parcheggi, e un pò ti trema la gamba, sempre quella sinistra.
Porto su la valigia? Passo direttamente da lei? Mi accendo già una sigaretta?
Sei già al primo piano, però.
Passi davanti al portiere, che ti riconosce, e ti saluta.
"...bel maglioncino rosso..." pensi ridendo tra te e te.
Le hai già scritto, e non fai tempo a rispondere alla domanda della sigaretta che lei ha già aperto la porta, ed è davanti a te.
"...non sai mai cosa puoi provare fino a quando non hai l'emozione in persona davanti a te. Solo allora riesci a capire perchè Ligabue canta "...ho perso le parole... eppure ce le avevo qua un attimo fa... dovevo dire cose... cose che sai... che ti dovevo... che ti dovrei... ho perso le parole... può darsi che abbia perso solo le mie bugie...". Solo allora ti rendi conto che sei stanco dal lavoro, dai pensieri, ma ti basta stare davanti a lei per sentirti piccolo e felice come un bimbo di cinque mesi soltanto che sorride davanti a una cosa... bella."
E non sai bene che stai dicendo, o come proverai a capire ciò che lei sta pensando.
Ti appoggi al muro, su una spalla, con la valigia di tela verde su un lato e la tua borsa parigina a tracolla.
Non sai bene ciò che aspetti, che ti aspetti.
Però le sorridi, e lei ti sorride, nonostante la sua giornata, semplicemente malinconica.
Poi le luci del corridoio si spengono, e rimanete in penombra su quel ballatoio soltanto ora così ordinato.
"Guarda là".
Ti giri, e non sai cosa dire.
Perchè avresti paura di rovinare quel piccolo spazio davanti a te con una frase troppo banale, troppo stupida.
E allora ti limiti a guardare.
Quel grande, piccolo campo verde su un lato, con l'erba curata su un lato, dove il pensiero di correre incredibilmente ti balena come un'idea felice in testa.
Quel bellissimo rettangolo verde e rosso sulla destra, fatto di erba incolta e libera come l'aria e una distesa di fiori rossi, che non sai cosa sono, ma sai che con lei ti piacerebbero anche se fossero i più brutti.
E allora lo guardi, parallelo al suo sguardo, sotto ad un lenzuolo blu a stelle e uno spicchio soltanto di luna, quello bello e giallo, che i bimbi alle materne disegnano con un cappuccio bianco e azzurro e un cuscino d'aria su cui dormire.
Poi ti giri, e lei ti guardava già da un pò.
Non sai come farai ad incantarti a guardarla con gli occhi chiusi, ad accarezzarle il viso sfiorandole i capelli, a giocare naso contro naso imitando le foche felici.
Non sai come farai a giocare con lei riempendola di baci, senza mai sfiorarle le labbra, senza avere troppa fretta perchè è così che mi piace viverti.
Non sai come farai ad emozionarti sentendo che ti accarezza le dita, sfiorandoti quel mignolo che a lei fa addormentare accanto alla sua piccola con un sorriso sulle labbra.
Non sai perchè risalendo avresti voluto passare tutta la notte così.
Non sai perchè sì, sei coinvolto nelle risate dei tuoi coinquilini, ma pensi a lei e il sorriso che hai sul volto non è per l'ultima cazzata di quel matto dell'appartamento di là.
Tutta la notte.
Hai un pò paura, un pò di incertezze, un pò di dubbi e un pò di follie.
Però sorridi.
Per tutta la notte.


Ma quanto devo aspettare per un altro post??mi mancano...eh eh eh