Non so come definire bene un periodo come questo.
Ho provato a spiegarmi, a spiegare a me stesso cosa non va e, per assurdo, nello stesso momento in cui cercavo di trovare le parole, le ho semplicemente lette.
"...Mi stavo conoscendo. In realtà, sapevo ancora poco di me. Quando dicevo "io" in quel periodo, facevo fatica a capire a quale "io" stavo pensando. Mi sarei potuto appendere al collo il cartello "Lavori in corso". Se mi avessero chiesto: "Parlami di te", avrei fatto scena muta. Pian pianino, però, continuavo il mio percorso. La mia ricostruzione. A volte partendo anche dalle piccole cose. Anche da quelle che non avevano grande importanza. Cose pratiche. Cose che davo per scontate..."
Sembra che Fabio Volo abbia vissuto prima di me esattamente quello che mi sto sentendo di vivere ora.
O, molto più semplicemente, sia riuscito a scrivere quello che molti provano e pochissimi, quasi nessuno, dicono.
Sento che quello che mi è mancato più di tutto è stato aprirmi con gli altri, vivere le emozioni con loro e farmi conoscere semplicemente per quello che ero, non per quello che volevo far vedere.
Era come se inconsciamente volessi tirarmela, anche se non in senso negativo.
Avevo un problema, si vedeva, e in tutti i casi la mia risposta era sempre la stessa: "Cos'hai?" "Niente."
Sempre, inesorabilmente niente.
Mi accorgo soltanto ora di quanto sono stato coglione.
Non ho mai fatto altro che lamentarmi per quelli che non c'erano, e lamentarmi per quelli che c'erano troppo.
In realtà, forse, tendo a enfatizzare sempre un pò troppo le situazioni.
Però, bò, spero sempre che, da quando effettivamente riesco a capire come stare bene con me stesso, ci sia tempo per recupare con tutti.
Buona giornata.


Ce n'è....ce n'è!! Ihih...Bibis