6.10.08
Saper resistere
In fondo non c'e' nulla di piu' bello di saper resistere.
Perche' e' quando arrivi in fondo che capisci cosa davvero significa aver resistito.
E cosi' ti ritrovi a volte a ridere, a scherzare, a sentirti stare bene.
Poi spesso non va cosi', ma impari ad adattarti, impari a convivere con quella sensazione di inadeguatezza che ti accompagna quando desidereresti essere ovunque, ovunque tranne che li'.
E a cosa serve credere che le cose cambino?
Evidentemente, o cosi' dicono, serve.

Nell'estate del 1997 imparai a conoscere il pallone.
Nell'estate del 2001 imparai a conoscere il sesso.
Nell'estate del 2004 imparai a conoscere l'amore.
Nell'estate del 2006 imparai a conoscere l'odio.

Una maturita' forse giunta troppo presto.
Un po' troppi pensieri che ti fanno cambiare il modo di vedere le cose, il piacere di viverle per quello che sono.
Cerchi di capire chi sei, conosci il tuo corpo, esplori la tua mente.
Accenni appena ad affidare il tuo cuore a qualcuno, e subito qualcosa ti fa capire che non e' semplice.
O che, per lo meno, non e' il caso di lasciarlo correre dove vuole.
Anche se forse, forse, forse sarebbe meglio ogni tanto scordarsi di staccare la spina di quella cosa che sta li', sopra i tuoi occhi nocciola, e prendere corrente dall'altra parte di te che e' grande appena come un pugno.
Prendere quella corrente che si chiama vita.

E capisci che tutta quella maturita' che credevi di aver raggiunto altro non e' che un paio di scalini di una lunghissima salita.

E non sai cosa ci sara' dopo la prima rampa.
E smetti anche di chiedertelo, perche' in fondo la vita e' vita, e tu no, non credi al destino, pero un po' si'.
Le cose cambiano, cambieranno, ti dici.

Gia', cambieranno.
 
posted by F. Parisi at 00:11 | Permalink |


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