30.1.08
Ricordi futuri
Mi sposto dal computer, soltanto pochi minuti, per andare in bagno.
Ritorno, ed è partito lo screen saver.
Non so perchè lo abbia impostato in maniera tale da far comparire come presentazione le mie foto, forse pensavo che guardandole così, senza sapere quale passerà, avrei potuto sorridere.
Però passano sempre quelle di Lei.
Forse perchè è con Lei che ho fatto la maggior parte di esse.
E ti trovi a non pensarci per due giorni di fila, e ad un tratto hai la malinconia che ti batte una mano sulla spalla, quasi a versare una lacrima con te.
Poi alzi gli occhi, altre foto.
Li abbassi, sotto al comodino, e c'è quel diario che ti ha fatto Lei.
Finisce con una frase.
"Per non dimenticare mai."
E' vero, a volte mi manca, mi manca molto.
E' stata la persona con la quale ho condiviso tutto, per la quale ho dato tutto.
E' finita male, è continuata male.
Ma i ricordi sono indelebili, e a volte fanno male, più male di quanto avresti mai potuto credere.
Ora non c'è più, non fa più parte di me, ha dimostrato che non riusciva a farne parte.
Lasciando che su di me scorresse prima la rabbia, poi la delusione, poi i rimorsi, poi la rassegnazione.
Ha coinciso con Bologna, questa mia scelta voluta a tutti i costi, per la quale ho lottato, forse addirittura troppo.
Ed è proprio a Bologna che un certo Parry è sparito, si è spento, praticamente volatilizzato.
Disperso nei meandri di una città grande, ma nemmeno troppo.
Non capisco perchè questo alone di tristezza e solitudine si sia dolcemente appoggiato sulle mie spalle.
Eppure di peso ne ho sempre sopportato.
Ho dimostrato però una cosa: ho bisogno dei miei amici, dei miei amici di sempre.
Nonostante ci sia la Lisa, che ringrazio, ma per la quale è ancora troppo presto per capirmi fino in fondo.
Nonostante ci sia stata l'Anna, di cui ho bei ricordi, di cui ora non ho più niente.
Nonostante l'Irene dica di esserci. Lo apprezzo, ma lo sai come la penso.
Ho trovato buone e brutte persone, qui.
Due ottimi coinquilini, uno un pò meno. Ale, Michi, Pippo e la Julia, Michela, Gegè.

Ho guardato tanto dentro di me prima di dire: "Basta".
C'è qualcosa che non va, proprio lì, sotto la tua pelle.
Dove sia non si sa, se semplicemente dentro la testa, se probabilmente dentro al cuore.
Una volta ti presentavano qualcuno, donna o uomo che fosse, e tu sapevi come gestirti.
Sapevi che bottoni premere per iniziare un discorso, riuscivi a dimostrarti a tuo agio, eri forse più sicuro di te.
Ora ti trovi a volte dentro situazioni che di spazio te ne darebbero, ma nelle quali tu, più del minimo necessario, di spazio non osi prendertene.
Rimani zitto, in un angolo. Scambi due parole con chi già conosci, ti chiedono se va tutto bene, tu come sempre annuisci e rimani lì, come un italiano in mezzo a cento comici cinesi. Tutti ridono, ma tu non sai perchè sei lì.
Ad una ragazza che ti piace non riusciresti nemmeno a dire ciao.
Sembra quasi che i problemi ti rendano quello che non sei.
Quando ne avevi mille, sembravi un leone, niente ti smontava.
Ora che ne hai soltanto cento, una pecora smarrita in confronto potrebbe farti da bussola.

Cambierà? Non cambierà?
Non lo so.
Forse per tutti i sogni che ho dentro non sono ancora pronto. Bologna, Parigi, un futuro.
Forse la via che avrei voluto seguire non fa per me.
Forse è per quello che penso ancora a Lei, per quello che penso ancora all'Ire e alla Marcy.
Forse non riesco ancora a staccarmi dal passato, e se non riesci a staccarti dal passato scordati di vivere il futuro.
Troppi forse, troppi mah, troppi chissà.
Quello che c'è di certo, ora, sei tu.
Anche se di quel Parry, forse, è rimasta soltanto una fotocopia sbiadita.
 
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29.1.08
La luna e le stelle

Soltanto a volte ti accorgi di loro.
Soltanto a tratti sogni con loro.
Soltanto la notte le porta con sè.
E' il tramonto la loro nascita.
E' con la fine che comincia l'inizio.
E' la notte la loro conferma.
Quando le vedi, ti fermi.
Quando le ascolti, sospiri.
Quando è notte, le ami.

Per alcuni, le luci dell'alba sono l'attesa, il calore, l'affetto. Per alcuni, le luci dell'alba sono lo stress, l'oppressione, l'agonia. Per loro, le luci dell'alba sono soltanto un arrivederci.
Ci sono notti in cui ti svegli. Sei sudato, non riesci a dormire.
Il compito di domani ti perseguita, un incubo preme sulle linee dei tuoi sogni, magari semplicemente il tuo vicino pensa che il pianoforte, alle 4 di notte, lo sappia suonare meglio.
Respira. Passerà, questa notte, come le prossime.
Lasciati andare, però. Lasciati guidare da loro. Loro, che sono lì, appena dietro quelle tende, appena dietro quei vetri, appena dietro i tuoi occhi.
Sei lì. Un pò agitato, un pò assonnato. Ti appoggi lì. Naso contro il vetro.
Il tuo calore si espande, si innamora della finestra, vi si appoggia sopra.
E tu, con la manica del tuo pigiame, li dividi, cancellando i tuoi sospiri con una manica di flanella.
Poi è la verità. Siete soltanto tu e loro. E loro non mentono, lo sai. Forse però tu sì, e lo sai.
Le guardi, ti guardano. Che sia nuvolo, che sia buio, che sia blu. Loro son lì, e tu sei con loro.
Alcune brillano, altre riflettono, una soltanto si lascia tagliare il riflesso dal mare.
Quando hai un compito, quando hai un incubo, quando hai un vicino disarmante, sospira. Socchiudi gli occhi, appoggiati alla finestra. Contale, e se non riesci, ricomincia. E' un gioco del quale, forse, non ti stancheresti mai.
 
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28.1.08
Il postino
Chi non ha mai visto lo storico film con Troisi?
E anche chi non lo avesse visto, chi non ne ha mai sentito parlare?
Si sveglia presto, quasi all'alba.
Esce quatto quatto, nascondesi nel traffico mattutino, sparendo tra i clacson di chi, per andare al lavoro, è già in ritardo.
E poi parte.
Trasformandosi.
In portatore di notizie.
Belle. Brutte. Aspettate e inaspettate.
I cani lo aspettano, ogni mattina, perchè sanno che lui arriverà.
Suonando piano.
Di nascosto, quasi.
Eccola, la buca delle lettere.
Pochi metri, soltanto pochi metri.
"Signora, le lascio la posta nella buca..."
"Sì, sì... Lasci pure lì, grazie!..... Ah! Stia attento al...."
Troppo tardi.
Via, via di corsa.
Cazzo, è un bassotto, sembra un pastore tedesco.
Manco gli avessi rubato il cibo.
E corre via, via, via veloce come il vento.
E' lì, il traguardo.
Ha lasciato il motorino acceso, quasi ad aspettarlo.
Il casco lo mettiamo poi dopo.
C'è quasi, lontano quasi quanto il cane da sè stesso.
E ancora via, via, via.
In sella, al volo.
E poi sfrecciare via, col vento tra i capelli, con la fronte un pò sudata, col giaccone pesante, che oggi lo è ancor di più.
E sorridere, perchè ti senti campione del mondo dei 100 metri. E anche di motocross, perchè tanto è un sogno, e a te piace sognare.
E immaginarselo così, questo postino.
Sorridente, un pò triste, perchè non è la sua vita, ma a lui va bene così.
Immaginarselo sorridere.
Che sfreccia via da un bassotto un pò tedesco.
Correndo incontro a un'altro cane, un'altra sfida, un'altra corsa.

Immaginatevelo così, il postino.
Perchè è il mio nuovo lavoro.

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Buongiorno
Un buongiorno a tutti.
Un bel buongiorno, comunque.
A chi si sveglia e va a scuola, a chi ha appena accompagnato i figli, a chi è a lavoro da già qualche ora, a chi ha appena finito di lavorare, a chi torna a casa dopo l'amante, a chi si sveglia soltanto per vedere la propria metà, a chi è andato a letto alle 4 e ha comunicazione giornalistica alle 9.
A chi è capace di regalarmi una parte di sè con un cd, a chi non riesce a commentare, a chi è stanco di questa università, a chi ama questa università, anche a chi mi chiama a mezzanotte.
Un semplicissimo buongiorno, e forse staremmo tutti meglio.

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posted by F. Parisi at 08:06 | Permalink | 1 comments