Sapete, ultimamente le cose non giravano bene, ma in fondo nemmeno troppo male.
Ero in un periodo leggermente stazionario, forse tendente al basso, per via dei rapporti che, vuoi il lavoro, vuoi altro, si stavano un tantino deteriorando.
Mettiamoci che ho bucato la ruota della mia Punto, che mi trovavo in mezzo a una strada, che ho chiesto aiuto a mio fratello, unica persona "amica" motorizzata nel raggio di una cinquantina di km, mettiamoci che mi ha risposto che veniva ad aiutarmi, sì, ma dopo aver cenato, e mettiamoci che erano le 7, e lui cena verso le 8 e mezza.
Mettiamoci però anche Fabio e Arcangelo, le vere sorpresa di questo mese di febbraio, persone con le quali sono riuscito a legare più di tanti altri, che accanto mi ci stanno da mesi, e che sono corse, facendosi un km a piedi, per venirmi ad aiutare.
Sapete, ultimamente le cose non giravano bene, ma in fondo nemmeno troppo male.
Due notti fa ho sognato il mio incubo ricorrente, quello che mi accompagna da quando avevo 3 anni, quello che puntualmente torna quando qualcosa di brutto sta per accadere.
Ho sognato la morte di mia madre.
Molti dicono che allunga la vita, in tal caso mia madre camperà almeno un paio di secoli.
Come se non bastasse, la notte scorsa, quella tra il 28 e il 29 febbraio, ho sognato il mio incubo reale, colui che non mi ha concesso una vita "normale", colui che oggi non so più dov'è, ed è meglio così.
Ho sognato un suo abbraccio.
Molti dicono che si tratta di tradimento, di sfortuna.
Bè, è arrivata al volo.
Non mi va di raccontare qui, su uno spazio così pubblico, ciò che è successo ieri, 29 febbraio 2008.
Mia madre mi ha sempre detto che gli anni bisestili, per la nostra famiglia, sono stati anni dolorosi.
E' senz'altro così.
L'unica cosa che vorrei dire è che, per un mio sentore, peraltro sbagliato, ho fatto una cosa sbagliata, di cui mi rendo pienamente conto, anche se fatta in buona fede.
Purtroppo però la buona fede va generosamente a farsi fottere, in questo caso.
Ero appena riuscito a pulire i miei certificati, per poi tornarsi a coprire ora, con una macchia a dir poco stupida, anche se probabilmente gigantesca.
Non credo vi siate mai sentiti dei criminali.
Io so di non esserlo, ma quello che sto provando penso ci si avvicini molto.
Non sono un criminale, questo lo so, riesco ancora a rendermi conto di quello che è successo, della effettiva gravità della situazione e della conseguenza a cui porterà.
Ma ho un buco dentro che è indescrivibile.
Non ho mai provato un senso di frustrazione, tristezza, rabbia e solitudine come in questo momento, mai.
Un'ameba in confronto è John Travolta, nella Febbre del Sabato Sera.
Non mi va di ricevere commenti sdolcinati, telefonate successive alla lettura di questo post.
Ho provato a scrivere, come faccio sempre, per cercare di sfogarmi, non per trovare un pò di compassione.
Bè, non funziona.
Ed è gravissimo, per me.
