8.3.08
Spiegatemi che cos'è la vita
Oggi, fin dalla prima mattinata, ho parlato tanto, ho comunicato tantissimo.
Alcuni di voi già sanno, altri no.
Stamattina sono stato da un avvocato, penalista.
Sì, inerente al cumulo di detriti che mi sono franati addosso.
Delle volte delle persone che, in certi casi, non avresti conosciuto mai nella vita, ti si parano contro, ti guardano negli occhi, ti fanno aprire le orecchie.

"Da quel poco che so, da quel poco che mi hai raccontato, da quel poco che mi hai potuto raccontare, non posso far altro che dirti: non sei arrivato, non lo sarai mai. Non sei nato in una famiglia ricca, non sei nato in una famiglia felice, non sei nato col colletto bianco. Ci sono persone che, nella vita, escono da una pancia e si trovano in una piscina dentro una clinica privata. Ci sono persone, invece, che nella vita escono da una pancia e si trovano in mezzo al deserto, sulla sabbia che scotta. Queste persone qui, soltanto queste, nella vita devono rigare dritti due volte: una volta perchè è giusto, due volte perchè hai sfiga. Tu riga dritto, al resto poi ci pensiamo."

Ci sono persone che ti basta poco e ti sollevano.
Ci sono persone invece che ci sono e basta.

E io penso, ripenso e non smetto mai di far girare i criceti nel mio cervello.
Esagero, a volte. Lo so, e mi va bene così.

Già da qualche sera parlo con tutti di "ZeitGeist".
Cos'è?
Bè, Zeitgeist può essere un album degli Smashing Pumpkins, può essere una parola tedesca, può essere un film uscito nel 2007.
Ed è proprio a quest'ultimo che mi riferisco.
Cercatelo, su You Tube. Anzi, l'ho già fatto io. Qui.

Ci sono quesiti che ogni giorno a me girano intorno.
Non riguardano solo me, riguardano la vita, riguardano il mondo intorno a noi.
Questo, di cui vi parlo, è un documentario.
Vi consiglio di guardarlo tutto, dalla prima all'ultima scena.
Perchè è importante, perchè ti aiuta.
Parliamo chiaro. Non ogni cosa è da prendere alla lettera, come in nessun caso.

Ma che effetto farebbe riconoscere dei documenti, datati dagli storici più di 3000 anni A.C., che riportano in maniera sostanzialmente identica il filo logico della più grande storia mai raccontata, La Bibbia?
Che effetto farebbe alla intera popolazione scoprire che una religione così diffusa, in realtà, potrebbe essere soltanto una delle più grandi invenzioni della storia?
E verificare che sì, le Twin Towers sono cadute per mano dei terroristi, ma che in ogni punto dell'11 settembre non vi è chiarezza, non vi è verità?

Il video in questione chiude poi però in maniera catastrofica e forse esagerata, cadendo un pò nel ridicolo, lasciando comunque un documentario che, verifiche alla mano, ha tutta la mia stima ed approvazione.

Poi oggi, verso pranzo, dopo l'avvocato, sono passato da mia nonna.

(Inciso) Per me il punto religioso di Zeitgeist è cruciale, e so che se potessi urlerei al mondo intero: "SVEGLIA!".

Poi cos'ho fatto?
Sulle pareti bianco latte del salotto di casa ho guardato a lungo una foto.
Mia nonna e mio nonno, in inamidati abiti da matrimonio, si tenevano appena la mano, guardando fissi verso l'obiettivo.
Potevo scrutare nel viso di mio nonno un impercettibile angolino della bocca sollevato, in un sorriso un pò beffardo, un pò malinconico. Potevo leggere nei suoi occhi l'emozioni di chi, negli anni '40, fa un passo che è per tutta la vita. Potevo invidiare la sua mano, decisa ma quasi tremante, tenere quella della sua metà, tenerla come a dirle "Per Sempre".
Poi ho indugiato a lungo sull'espressione di mia nonna.
Che, chissà perchè, non sorrideva.
Cupa, un pò paurosa, quasi distaccata.

Veloce, incuriosito, chiedo a mia nonna il perchè.
E un aneddoto curioso mi fa sorridere un pò, facendomi scoprire che un modo di dire negli anni '40 poteva davvero turbare la gente.

Sorrido a mia nonna, a cui voglio davvero bene, e le sorrido perchè lei è un pò parte di me.
E lei, a sua volta, mi sorride dicendo:
"Non ti tagliare i capelli, che stai benissimo così. Và che non entri più in casa mia se torni come una pecora rasata. Dovresti ringraziare Dio per i capelli che hai."


Avete mai provato quell'emozione che un bimbo ti trasmette quando parla di Babbo Natale?
Avete mai sentito quell'emozione farvi scivolare un brivido giù per la schiena?
Avete mai versato una lacrima di gioia e tristezza contenuta pensando a quando un giorno qualcuno spiegherà di Babbo Natale a quel bimbo?

Bè, è quello che ho provato quando ho sentito la fermezza di mia nonna nel parlare di Dio.
Avrei mai potuto parlare di un video come quello di qualche riga fa a lei?

Sinceramente?
No.

E sempre sinceramente, l'ho un pò invidiata nel vedere la fede verso un qualcosa che le da davvero la forza di andare avanti, senza domandarsi troppo se è tutto vero o no, senza sapere più di quello che, bè, si sà.

E ho abbracciato forte mia nonna, facendole quasi male, volendole fare soltanto del bene.

Mi ha chiesto perchè l'abbracciavo, perchè avevo gli occhi lucidi.

E mentre in mente mi balenava una frase di Fabio Volo, "Nella vita non importa quanto aspetti, ma chi aspetti", mi sono trovato a risponderle semplicemente:

Ti voglio bene, nonna.
 
posted by F. Parisi at 20:49 | Permalink | 1 comments
4.3.08
Grazie
"...io lo so che non sono solo anche quando sono solo, io lo so che non sono solo, io lo so che non sono solo anche quando sono solo..."

Iniziò tutto un mercoledì, dove un sole caldo, ma ancora un pò ingenuo faceva capolino in un cielo di fine febbraio.
Inizio tutto così, dove tutto era abbastanza fermo, dove la vita procedeva normale, dove io stavo trovando un mio piccolo equilibrio.
Non mi va di soffermarmi troppo su quello che mi è successo, chi doveva saperlo già lo sa.

Volevo soltanto dedicare un momento, minuscolo ma importante, a quanto queste botte in testa mi abbiano fatto male, ma anche bene.

Volevo dire grazie a mia madre, perchè forse non ha reagito nel migliore dei modi, perchè forse potevo evitare una litigata fondamentalmente stupida. Ti amo perchè sei l'unica donna di cui mi fiderò per sempre al 100 %.
Volevo dire grazie alla mia pìpi, perchè si sforza ogni volta di reagire per me nel modo migliore, e anche se spesso non riesce, bè, ci prova. Ti voglio bene, perchè sei con me anche quando avresti detto che non ci saresti stata.
Volevo dire grazie a Massi, che mi ha accompanato in Polizia, che mi ha fatto parlare magari non per sfogarmi, ma per razionalizzare la pesante realtà che mi si è appoggiata sulle spalle. Grazie, perchè sei uno degli amici più maturi che abbia mai avuto.
Volevo dirti grazie, Lisa, perchè questo inizio di post me l'hai dedicato volontariamente tu, perchè mi ripeti ogni giorno che ci sei, perchè mangi quello che cucino e ti fidi di me, perchè un giorno mi hai detto che senza di me muori perchè riesco a darti quella prospettiva sempre nuova che tu non riesci a vedere. Ti stai guadagnando la mia fiducia, stai lottando per starmi accanto, io posso solo dirti che ti voglio bene.
Volevo dire grazie alla Gabri, alla Fra, alla Marta, all'Agnese. Grazie perchè vivono in una città bellissima, forse un pò stronza. Grazie per avermi regalato un mare d'inverno, per avermi regalato un dolce un pò francese, grazie per avermi fatto dormire con i miei due grandi amici in una casa spiovente sul mare. Grazie, perchè in una settimana ho conosciuto qualcuno che apprezzo davvero.
Volevo ringraziare Fabio e Arcangelo, Michele e Ale, perchè hanno vissuto con me i momenti brutti di questi giorni, e mai hanno pensato di abbandonarmi a me stesso. Grazie sopratutto ai primi due, perchè ogni giorno hanno un pò di mia stima in più.
Volevo dirti grazie, Ire, perchè nei tuoi occhi ieri ho visto un pò di tristezza, e anche se hai preso contro ad un muro, me, quegli occhi mi han detto con sincerità "Mi dispiace".
Volevo ringraziare anche te, Elena. Mi dispiace, sono sparito, ma è stato inevitabile. Recupereremo.
Volevo dirvi grazie, Stine e Sasà, perchè siete semplicemente voi stessi, sempre, e so che sarete sempre con me. Fra, non leggerai mai queste righe, ma sai cosa penso di te.
Volevo dire grazie a te, Chiarina, ma sai cosa penso di te, anche se non ci sentiamo per giorni, o non ci parliamo per settimane. Sei con me da quattro anni, anche se distante, anche se lontana. So che sarai con me anche per i prossimi.
Volevo dirti grazie, Alessia, perchè purtroppo per noi non è andata come l'anno scorso, nonostante fossimo più vicini. Mi è successo qualcosa di grave, non hai fatto finta di niente. Forse in memoria di qualcosa che non c'è più, non m'importa però.

So che chi ha a che fare con me non ha a che fare con un libro aperto.
Se potessi, se dovessi paragonarmi, forse esagerando, mi metterei di fronte al Muro di Berlino.
E' stato su tanto, troppo. E' stato su con attorno rabbia, dolore, tristezza. Ha diviso persone, ha diviso destini, ha diviso la cosa più importante del mondo, i sorrisi di chi si vuole bene.
Ma anche quel Muro è venuto giù. E' durato anni, è caduto solo nell'89.

E mentre un Muro cadeva, un altro veniva costruito.

Ho vissuto fino ad ora tenendo lacrime troppo amare dietro ad un sorriso spesso finto.
Mi sembra che sia giusto smettere, anche se non è facile.
E va bè, va bene così.
 
posted by F. Parisi at 18:02 | Permalink | 1 comments