10.5.08
Lato A, lato B
Proprio così.
Lato A, lato B.
Ci sono giornate dove cancelleresti tutto, tutto quanto.
Ed è il lato A.
E' il lato dove il mangianastri s'impiglia con la cassetta, dove il suono è distorto, dove il tasto pausa non esiste.
Ed è quello che cancelleresti, quello su cui vorresti soltanto registrarci di nuovo sopra una canzone più bella, più allegra, più tua.
E ti sembra soltanto non finire mai, ti sembra soltanto che quello sia il tuo destino, che quello sia tutto ciò che puoi ascoltare.
Per fortuna, non è così.
Già, perchè per tutti c'è un altro lato, un'altra faccia della medaglia.
Ed è il lato B.
Quel lato in cui, una dietro l'altra, scorrono veloci soltanto canzoni che ami, e che non smetteresti mai di ascoltare.
Quello che vorresti sentire sempre, perchè quello è il lato in cui sei tu, sei te stesso, e sei felice, perchè ti può bastare un piccolo stereo e questo lato.
E allora tutto, con calma, va al posto giusto.
L'audio che si alza, con calma.
La cassetta che non s'impiglia, e gira via liscia, veloce.
Ed è questo che ho vissuto, in due giorni.
Ieri, lato A.
Oggi, lato B.
Sì, perchè, per ora, tutto è ok.
Perchè sono stato al lavoro, ho parlato un pò, mi sono sentito tranquillo.
Perchè sono tornato a casa, e l'ho trovata lì.
Che mi aspettava.
Non so come andrà, non lo so proprio.
Tante piccole incomprensioni, forse soltanto stupidate.
Che però finiscono lì.
Perchè c'è voglia di parlare, di esser chiari, di superare quello che c'è dentro e che ci ferma così, così tanto.
Non so, ci penso e ti penso.
Forse non andrà mai, forse io partirò per Parigi e prenderò un'altra strada.
Forse sarà il contrario, e sarà tutta una sorpresa.
Non so, davvero.
Poi faccio due passi, saluto tutti, entro in camera e accendo il pc.
E mi trovo questo commento.
Non so come e non so perchè, mi sono sentito piccolo piccolo e felice dentro.
Sì, sarà soltanto un mese e sarò soltanto un Cretino, con la C maiuscola, però come si fa a non legarsi a Spirit?
Davvero, non sono uno che fa smancerie inutili.
Però sono contento di sapere che stai bene e che, se "un mese fa non eri come tutti", è anche un pò merito mio.
Un pò come il cavatappi Adriano che fa stappare la bottiglia di Champagne, come dici tu.
Ok, la giornata non è ancora finita, ma come si fa a non emozionarsi per un campo di papaveri rossi, per dei bambini che scendono piano le scale, pronte a gettarsi in un prato verde, in un campo di papaveri o nel mondo, per un commento così?
Solo un cuore di pietra non potrebbe.
E sono felice di non sentirmi così.
Ok, la giornata non è ancora finita, ma per me oggi è semplicemente il lato B.
 
posted by F. Parisi at 16:23 | Permalink | 5 comments
Tristezza
Non so, ci sono tante cose che non vanno.
Eppure come giornata non era partita poi così male.
Però non so, non riesco nemmeno più a rendermi conto se il problema sono soltanto io o c'è dell'altro.
La verità è che non c'è una verità, non c'è una risposta soddisfacente a quel che mi succede.
Mi sono affezionato a molte persone in quest'ultimo periodo.
Allontanandomi però da altre.
E proprio queste ultime, nonostante tutto, sembrano del tutto disinteressate.
Disinteressate a sapere come sto davvero, a che tipo di vita conduco lontano da casa, a sapere che persone frequento o a che cosa faccio durante il giorno.
Sono via per tutta la settimana, da praticamente dieci mesi, e vigliacca se una volta sola, una soltanto, avessi mai ricevuto una telefonata sentita, di quelle che fai agli amici che sono amici davvero.
Eppure và così.
E probabilmente sono soltanto io il problema.
Io che cambio città, che provo a cambiare vita, che provo a mantenere i rapporti.
Senza riuscirci, evidentemente.
Come se certi valori qualcuno se li fosse completamente scordati.
Sono i miei ultimi giorni di lavoro in quel posto.
Tutto bene, sembrava.
Non sono ipocrita, sò che è soltanto poco più di un mese che li conosco.
Però che dire, ci sto bene.
Sto bene con Elia, che, senza esagerare, forse era proprio il tipo di persona che avrei voluto conoscere tanto tempo fa, che è matto, matto da legare, ma che quando mi vede girato viene e prova a tirarmi su, prova a farmi ridere, prova a capire il perchè.
L'ho già detto, lo ripeto, se non fosse stato per il puro lato economico sarei rimasto.
Bè, andava tutto bene.
Poi una persona mi ha raccontato un episodio che riguardava la salute del suo ragazzo.
E mi è venuto il magone.
Un magone enorme, perchè similissimo a una storia già vista, già vissuta.
Ho pensato all'incredibile similitudine, e, in cuor mio, anche se non conosco questo ragazzo, ho provato a pregare che andasse tutto bene.
Perchè, purtroppo, nel mio caso non è andata così.
E quindi sì, ci ho provato, ho provato a sperare che martedì sia un giorno bellissimo, per lui e per lei.
Perchè aldilà del meritarselo o no, penso che la sofferenza in questo mondo sia già più che sufficiente.
E quindi in bocca al lupo, davvero.
Poi la serata è proseguita, mi sono ripreso.
Per poi rimanerci incredibilmente male.
Per una cazzata, in fin dei conti, lo so.
Ma non ci posso fare niente.
Mi hai guardato in maniera cattiva, forse soltanto impulsiva, ma cattiva.
E mi ha fatto molto più male di quanto credessi, molto più di quanto potessi mai immaginare.
E sì, poi sono stato zitto per oltre un'ora.
Non lo so.
Torno a casa e non mi fa sorridere nemmeno il messaggio di chi mi ha sempre fatto sorridere.
Sono stanco.
Stanco di troppe cose.
Provo a rispettare tutti, in tutto e per tutto, perchè è così che vorrei essere trattato, con un pò di rispetto, un pò di sincerità.
Ma non esiste proprio, oggi.
Non è così.
E io in un mondo così ci sto male.
Perchè mi fa male l'egoisimo, mi fa male quando ogni persona si incazza perchè la sala è piena di bambini quando a me fanno impazzire, mi fa male quando sento discorsi razzisti, o cattivi contro gli handicappati che io adoro, mi fa male quando sento discorsi stupidi davvero o quando mi trovo in mezzo a due persone e non so che fare.
Mi fa male sapere troppe cose.
Mi fa male tornare a casa e vedere che la persona che, in teoria, mi avrebbe aspettato con un bel sorriso non guardarmi nemmeno di striscio.
Mi fa male provare a rispettarla e vedere che in realtà non le fa nè caldo nè freddo.
Ho paura di rimanere da solo, sul serio.
Sbaglio, tante volte.
Ho sbagliato spesso con l'Ire, ma ho sempre pensato che fosse giusto dire come la pensavo.
Non so, è un periodo di merda.
E probabilmente mi ci sono messo in mezzo da solo.
Non so, credo che per un pò non scriverò, almeno fino a quando non mi sentirò un pochino più tranquillo.
 
posted by F. Parisi at 02:18 | Permalink | 1 comments
6.5.08
Mi piace parlare con te
Arrivi a un certo punto che hai paura.
Hai paura di innamorarti, hai paura di sorridere un pò di più, hai paura di rompere le scatole.
Perchè poi pensi a quanto male ti è andata prima, e a quanto peggio potrebbe sempre andare.
Non è facile.
Hai paura perchè non capisci certi segnali, hai paura perchè forse l'unica scelta sensata della tua vita, in fin dei conti, è sbagliata.
Passi delle giornate in cui il tuo umore è peggio dei tappeti elastici, dove alti e bassi sono all'ordine del giorno.
Ti addormenti la sera, dopo il lavoro, triste, sconsolato, dove non sai davvero più dove sbattere la testa.
Poi ti viene in mente di mandare la buonanotte a qualcuno, e forse riesci addirittura ad addormentarti con un mezzo sorriso.
Sì, soltanto mezzo, che diventa tutto intero il giorno dopo, quando ti arriva il buongiorno da quel qualcuno.
Per poi passare una giornata serena, in un parco, con persone con le quali stai bene e con le quali faresti la lotta dalla mattina alla sera, ti ubriacheresti o che, qualsiasi cosa succeda, comunque, ci staresti bene.
Poi pensi, ripensi, ci ripensi ancora.
Ti chiedi se è giusto parlare con la Lisa, ti chiedi se Fabio ce l'ha con te, ti chiedi cosa pensa Martina o cosa vorrebbe dire Paola.
Ti chiedi perchè ti ostini a rispondere a provocazioni di una certa ex.
Sei girato, tanto.
Allora esci, prendi la macchina e fai un giro.
Per andare dove?
Un'idea in testa non ce l'hai.
Adoro guidare.
Sopratutto se da solo, con un pò di musica sotto e un paio di sigarette.
Mi rilassa.
Mi piace osservare le luci della città, osservare i visi di chi corre perchè ha fretta o semplicemente di chi, come me, gira senza meta.
Mi piacerebbe schiacciare sotto le ruote tutti i pensieri cattivi, e far salire tutti quelli buoni.
Poi ti viene in mente che hai il suo zaino, allora le scrivi, insisti un pò e glielo porti.
Ovviamente, non ti ricordi la strada e il navigatore non va più, però, bè, sulla sua strada ci arrivi.
E ti piace parlare con lei, pensare a cose un pò assurde ma anche un pò vere.
E ti piacciono anche i momenti di silenzio, quelli in cui magari non sai cosa dire, ma che non ti pesano poi così tanto.
E ti piace pensare anche che proprio come te mangia l'arancio dello spritz.
Poi torni a casa, girando ancora un pò.
Esci a bere qualcosa nel bar sottocasa.
Una piccola.
Un pò di risate, un pò di malinconia, ancora quei brutti pensieri.
Allora pensi che per quella giornata va bene così.
Ti metti a letto, col computer vicino.
E guardi un film del quale non te ne frega niente.
"Mi piace parlare con te... Buonanotte..".
E' la verità.
Ed infatti lo invii.
E questa volta, quel sorriso, non aspetta nemmeno il mattino dopo.
Già, perchè dopo minuti è già lì, sullo schermo un pò sporco del tuo cellulare.
E tu ti addormenti così, con il telefonino in mano e un sorriso un pò scemo sul viso.
 
posted by F. Parisi at 10:59 | Permalink | 1 comments