4.7.08
Almeno
Credo che quando arrivino momenti così nella vita, bè, non puoi fare altro che arrenderti, fermarti, affrontarli e provare a ricominciare.
Senza chiederti però ciò che succederà domani.
Quando ti accorgi che in realtà hai passato la maggior parte del tempo della tua vita a cercare di piacere agli altri, senza prima piacere a te stesso, forse è il caso di riprendere la coscienza in mano, e farci due chiacchiere in maniera un pò più seria.
Ho provato a spiegare la mia situazione alle persone un pò più vicine, senza però riuscirci fino in fondo davvero.
Non faccio altro che sentirmi ripetere che è un momento così, che devo stare sù, che passerà e che in fondo non devo far altro che uscire e divertirmi.
Se tutto fosse così semplice, cavoli.
Eppure non va così.
Ho bisogno di ricercare una dimensione nuova, in cui mettermi in gioco davvero, in cui io sono soltanto quello che si presenta come Francesco, e non come quello che un giorno era così e oggi non lo è più.
Le persone cambiano giorno per giorno, ed io le vedo.
Non tutte sembrano felici, forse hanno una maschera, quella che permette loro di andare avanti lasciando il resto fuori, quella semplice controfigura che ho portato fino a poco tempo fa, e ora non porto più.
Non tutte sembrano felici, forse sono semplicemente un pò vuote, o molto più semplicemente pensano a come godersi la vita ora, perchè quella vita coi problemi arriverà soltanto domani.
E allora mi piacerebbe soltanto prendere la mia vita in mano, fare solo quello che mi piace fare e riacquistare quel pò di autostima che mi consentiva di scambiare due chiacchiere senza sentirsi a disagio, senza pensare che per forza devi essere simpatico perchè hai paura di essere giudicato.
E' pesante accorgersi davvero di quei difetti che in realtà sapevi che esistevano, ma che era molto più semplice fare finta di non vederli, nascondendosi dietro a un: "E' il mio carattere, sono fatto così".
Credo sia difficile convivere con l'ipocrisia e con tutto il resto, credo sia difficile trovare amici veri, credo sia difficile definire quei sentimenti come la felicità, l'amore e la gioia, e capire come decretarne i contorni per poi nuotarci dentro.
Credo sia difficile mandare giù il fatto che fai un test per la Sorbona e scopri una mattina di luglio come tante altre che non sei passato per sette miseri posti.
Credo sia difficile anche ritrovarsi a stare bene con persone che avevi un pò lasciato indietro, poi però ti riesce bene, benissimo, e anche se provi ancora quel pò di sensazione di disagio. E poi che ti aprano la macchina e ti rubino tutto, bè, quello è un altro conto.
E' difficile anche stare vicino a tutte quelle persone che si sono un pò allontanate, e allo stesso tempo ti viene difficile stare accanto anche a quello che cercano di avvicinarsi, ma vedono ancora un pò di quel vecchio te che tende ad allontanare tutti, tende, come hanno detto in molti, e probabilmente è proprio vero, a fare la vittima. E tu lo odi per questo.
Hai provato anche a richiamare una vecchia amica, forse la più intima, e anche se non è più la stessa cosa, bè, forse i ponti non sono proprio saltati del tutto.
Quest'estate, anche se per andare a trovare persone già conosciute, farò il mio primo vero viaggio da solo.
Credo sia giusto, perchè sento che è una fase dove tutto cambia, dove si sistemano molte cose e dove è importante conoscere sè stessi.
Non so, è un periodo di assestamento, più che di scossa.
La scossa è già passata, qualche settimana fa. Prima il caos, poi il silenzio, infine la ricostruzione.
E' stato come un terremoto, e mi dispiace non aver fatto capire un granchè di quel che provavo, ma è stato difficile e lo è tutt'ora.
Stupidissimo dire "Oggi è un giorno nuovo" oppure "Finalmente sono una persona diversa".
Non sarebbe vero.
Però ci si prova, almeno, con tutto quello che ne comporta, con tutta la solitudine che ti porti dentro, e che forse faresti bene a far uscire.
Proviamo, almeno.
 
posted by F. Parisi at 13:43 | Permalink | 1 comments