Anno nuovo, vita nuova, blog nuovo... no?
E quindi ancora qui.
Bologna, Battiferro, Nettuno.
Crederci ancora?
Perche' no.
In fondo, nella vita, bisogna sempre crederci un po'.
Cosa ti fa male davvero nella vita? E cosa bene davvero?
Il sorriso di un bimbo che ti ruba le cuffiette del tuo lettore, la chiacchierata con una signora davvero simpatica di ritorno sul 17, andare al lavoro e vedere che tanto male poi non e'.
In ascolto un po' di tutto, di quella musica che se la racconti magari un po' te ne vergogni, ma in fondo chi se ne frega. E allora Craig David, il Liga, poi di fila Rino Gaetano, Tiziano Ferro, Vasco e, perche' no, anche un po', anche un po' di Vinicio Capossela.
Poi quella cosa che ti frega dentro, che non hai ancora capito cos'e', che ti brulica un po' li', in quella testolina un po' scema, in quel cuoricino ancora un po' troppo fragile.
Cosa ti fa male davvero nella vita?
Non lo so.
Puoi vivere tutta la tua benedettissima esistenza credendo che nel 2012 tutto' finira' con l'arrivo degli alieni, perche' te l'hanno detto i Maya, perche' si aprira' un buco nero, perche' forse te l'ha detto anche Lena, e ti senti un po' meno solo.
Puoi viverla proprio tutta credendo che forse un libro ti possa cambiare davvero, puoi semplicemente pensare che quel libro conta tanto perche' te l'ha regalato lei, o almeno ci ha provato.
A, b, c... un infinito di varianti, una sopra l'altra, una dietro l'altra.
E puoi pensare che sia solo un'affermazione un po' sporca, oppure credere che il destino davvero ti riservi qualcosa di inaspettato.
Credere che forse Bologna non e' davvero la citta' un po' malinconica di Guccini.
Eppure...
A volte tornano, per un po', poi spariscono, o forse ci rimangono per sempre.
Chi e' genuino, chi ha ancora un po' di freni e chi e' ancora un po' arrabbiato.
Chi ha tanta, tanta, tantissima pazienza, chi dice che forse qualcosa di buono c'e' davvero.
Chi ti dice "Forse e' meglio che non ci sentiamo piu'. Per una serie di ragioni."
E chi ti scrive che "E' stato bello rivederti." Anche se forse e' soltanto un passato un po' troppo poco prossimo.
Equilibri, promesse ed aperitivi.
E' cosi' bello pero' pensare che hai un mano qualcosa di splendido.
Cosi', come quando andavi a tenere quei bimbi, con il nasino rosso e la parrucca bianca.
E' anche se eri impacciato, ma volenteroso di dare tutto quel bene che troppo, troppo spesso non riesci a dare, e vedere che ci riesci, che riesci ad amare ancora qualcuno.
Fuggire, sempre. In amor vince chi fugge.
Piccola postilla.
Se continui a scappare, l'amore te lo puoi scordare.
Lo fai da sempre, e dai la colpa a lei, quando sai che e' semplicemente colpa tua.
E allora forse impari un pochetto ad accontentarti, salutando chi, per immensa fortuna, si passa sei mesi nella citta' piu' bella dell'universo, dove anche tu hai vissuto le emozioni piu' intense della tua vita.
E allora giu', giu', giu' da quel letto, fuori da quelle quattro mura, quelle mura che un po' ti nascondono, un po' ti proteggono, un po' ti imprigionano.
E anche se il No e' sempre piu' forte, forse un giorno le cose cambieranno.
E poi F, e poi P.
E guardacaso, tu ti chiami Francesco Parisi, e loro si chiamano Fabio e Paola.
Intrecciati, come solo il destino sa.
Impauriti, come soltanto il cuore sa.
E ancora lontani, forse per sempre, forse soltanto per qualche giorno.
E poi quella tua compagna d'universita', che non vedi da tanto, che un giorno e' in Francia, un giorno in Inghilterra, e un giorno trova un po' di tempo per scriverti un messaggio, e tu non te lo aspetti, ma ti fa un piacere dell'anima, e forse anche all'anima.
Poi passa Robbie Williams, con Eternity.
E credi che il tempo un po' si fermi, un po' giochi con te, che un po' sia stronzo e, a volte, un po' tuo amico.
L'eternita'.
Chissa'.
Per il momento sei qui.
Bentornata, Bologna, bentornato, Battiferro, bentornato, Nettuno.
Bentornato, Fra.
