17.10.08
La Beautè du Soleil
"...Qu'est-ce que tu m'as dit?"
"Ouh, je ne sais pais, mais oui... c'est facile... Moi..."
"...Toi?"
"Ce n'est pas vrai, ce n'est pas facile... Pas du tout..."
"Tu connais le mots... Vite, Jacqueline, vite..."
"Non, Francois, non..."
"Mais oui, Jacq... C'est facile... Seulement trois mots..."


"Francois..."


"Seulement trois mots..."




La luce scendeva veloce oltre il letto della Senna.
Ed io ero li', mani nelle mani, con lei.
E aspettavo quelle parole, soltanto tre parole.

Quando la incontrai semplicemente mi fermai a guardarla.
Era cosi' bella che per un attimo anche la metro' sembro' rallentare.
Le volo' via quel piccolo berretto blanc, trascinato dal vento di una metro' che si', per una sera sembrava avere qualcosa piu' di qualche semplice pezzo di rotaia messo insieme senza sentimento.
Mi chinai a raccoglierlo, dopo qualche metro, e rialzando gli occhi la vidi cosi', con una mano sui capelli, tenersi dal vento sollevato dal suolo.
Mi sorrise, si scuso', e proprio come quel vento sollevato da terra si infilo' tra le porte verdi della 14, dopo avermi guardato appena mentre la metro sfrecciava via.

"Ciao..."
E fu l'unica cosa che riuscii a dirle.

Lavoravo come lavapiatti in una brasserie nel catorsiem (assurda, questa pronuncia) arrondissement, il quattordicesimo distretto, in quel momento.

Potrei continuare con questa storia, con un finale lieto, o piu' semplicemente vero.
Qualcosa mi diceva che le mie scelte sarebbero state molto piu' leggere di quanto avessi dato loro peso.
Effettivamente, ogni storia e' a se' stante, ognuna ha un fine, a volte lieto, a volte no.
Esci di casa, poi giri a sinistra, poi ti accorgi che effettivamente se andavi a destra facevi prima.
Allora torni indietro, ma ti chiedi perche', prima o poi, entri ed esci sempre dalla stessa porta.
E un perche' l'hai capito, forse.

Le luci non sono fatte per illuminare.
Sono fatte per accenderti.

L'arte non e' fatta per guardare.
E' fatta per esprimersi.

La notte non e' fatta per fuggire.
E' fatta per amare.

Un bacio non e' fatto per toccare.
E' fatto per sognare.



"Seulemente trois mots..."



"....Francois.... Je t'aime.... "
 
posted by F. Parisi at 03:02 | Permalink | 0 comments
16.10.08
Decisione
Ogni giorno, uno dopo l'altro, prendiamo decisioni.
Fare il biglietto o no sull'autobus, chiamare o no un amico, rischiare o no per la propria vita.
Per la propria liberta'.

Rifletti, ponderi, stabilisci.
Ne parli con qualcuno, con pochissimi, quelli di cui ti fidi di piu'.
Eppure non ne sei ancora certo, pero' sai che quando ti entra in testa una cosa non la levi piu', mai piu'.

Cosi' leggi di un blog lontano, un blog di Parigi.
Leggi tesoro, leggi amore, e pensi che si', avevi proprio ragione.
Ragione a dirle cosi'.

Provi a parlarne, con la persona a te piu' cara, e non sai che ne pensa davvero, ma ti sembra piu' felice se sei li' con lei.
Rifletti sui pro, sui contro, sui ma e sui perche'.
Poi pensi che non e' affatto la via piu' facile, e per la prima volta ti sta bene cosi'.

Perche' sei stanco di scendere a compromessi, di farti del male piu' di quanto tu non ne senta gia'.
E allora una birra, una sigaretta, una partita e sembra che il tempo passi, piu' veloce di te.

Sbagli.
Il tempo non passa piu' veloce di te.
Il tempo non corre piu' veloce di te.

Semplicemente, puoi scegliere.
Scegliere se aspettarlo, il tempo.
Scegliere se starci a fianco, inerme.
Scegliere se rincorrerlo, con le tue gambe.

Inciamperai, cadrai, ruzzolerai mille e piu' volte.
Per lo meno, ti sveglierai un giorno dicendoti che no, non e' il tempo che ti ha fregato.
Sei tu che hai fregato lui.

E cosi' pensi a quello che ti poteva dare, quello che ti ha dato e a quello che potrebbe ancora darti questa citta'.
E se pensi a quello a cui sto pensando io, be', no, non mi dispiace proprio.
Forse un po', giusto per salvare quelle tre, quattro persone in tutto.
Davvero, sulle dita di una mano.

Un abbraccio immenso, davvero grande, a quella che, secondo me, e' la persona piu' bella che potessi conoscere qui.
Con la gioia nel cuore, la genuinita' negli occhi e la voglia di fare, senza strafare.
La coerenza, le risate, le botte e le partite.
Un pensiero prima di andare a dormire per lui.
E per l'altro, che sembra abbia capito un po' come sono fatto, e cerchi di muoversi a passi delicati su un ponte veramente pericolante.
Lo apprezzo tanto ora, non ho apprezzato tante cose prima.
Nella vita una seconda possibilita' si concede a tutti.
Anche una terza, se e' il caso.
Credo di averti concesso spazio, abbastanza spazio, credo te lo stia prendendo nella maniera giusta.

Capire quando e' arrivato il momento di disfarti di Lei.
Capire che, probabilmente, non cambiera' mai.
Capire anche che, sicuramente, e' parte di te, di cio' che sei ora e che sarai domani.
Capire che, nel bene e nel male, devi conviverci.
Capire che vai avanti anche senza.

Finalmente credo di aver preso una decisione sensata.
Difficile stabilire cosa, chi e quando.
Ma la ritieni giusta, sensata, sicura e corretta.
Per fare, senza strafare.
E ringrazio anche te, anche se ho sbagliato tutto.
Te l'ho detto, non mi pento, non mi scuso.
Non avevo altre vie d'uscita.
Non ti chiedo niente.
Te l'ho gia' detto, odi questa frase, mi chiami per nome.
Credo sia corretto anche questo.
E ti prometto che non sara', non saro', piu', un tuo problema.
Si tratta solo di giorni.

Ho ripetuto tanto e spesso ad una persona che senza stimoli, senza obiettivi, non si andava avanti.
Mi sono fermato, prendendo quattro birre, a chiedere come stava la cassiera del supermercato.
Senza soffermarmi sugli occhi, pagando, sorridendole appena, e caricandosi in spalla quella sporta cosi' pesante, cosi' leggera.

Ti chiedi cos'e' l'amore.
In realta', ora come ora, te ne frega ben poco.
Non sai se l'hai provato, e se l'hai provato di certo, di certo, non te l'aspettavi cosi'.

Ti chiedi cos'e' l'amicizia.
Questo pero' l'hai capito.
Non e' facile ingranare, no di certo.
Pero questo l'hai capito, e ti mordi le mani per tutto cio' di cui ti saresti potuto aprire prima.
Ma tu no, acido come pochi, sempre e soltanto no.

No a quattro anni quando la nonna ti chiedeva un bacio.
No a sei, quando tuo padre ti chiedeva se volevi andare al parco.
No a dieci, quando tua madre ti chiedeva di aiutarla.

Hai rotto le palle.
Ho voglia di dire si' a tutto il mondo, si' perche' e' cosi', senza domande, giorno per giorno.
Attenzione, e' voglia.
Non vuol dire riuscirci, non vuol dire null'altro.

Vuol dire aver voglia.
Quanto meno, e' tornata.

Finalmente ho preso una decisione.
 
posted by F. Parisi at 01:00 | Permalink | 0 comments
14.10.08
E arrivano cosi'
E arrivano cosi'.

Senza accorgersene.

Mentre tu non ci pensi, o forse un po' si'.
Mentre sei semplicemente intento a far gol alla play.
E arrivano cosi', un po' in anticipo, senza che te l'aspetti, senza che te ne accorgi.
Mentre sei seduto, e pensi a quanto festeggia quel tavolo li' a fianco.
E poi spengono le luci, e ti chiedi chi altro possa essere festeggiato.
E finisci col perdere le parole.
Sembri un bambino, piccolo e felice.
E ti parte un sorriso. Che poi diventano due, cinque, cento.
Ed e' sempre lo stesso grande unico sorriso.
Quello che aspettavi, e che aspetti ancora un po'.
E ognuno ti regala un pezzo di se', con la sua musica, con le sue parole.
E poi c'e' tanto di te, con quella Polaroid, la prima dove sei davvero tu, e quel Moleskine che, in fondo, e' sempre voluto essere con te.
E non te l'aspettavi, si e' presentata un po' prima, come una bella ragazza mentre sei in ritardo per il lavoro.
Come una bella ragazza che ha sbagliato piano, e tu hai la casa che e' un casino.
E ti salva soltanto quell'aroma denso e profumato di caffe', quello che ti ha insegnato a fare la nonna.

E arrivano cosi'.
Con il primo dei messaggi.
Ed e' ancora una volta lei.
Come faccia, non sai.
Ogni anno e' la prima, prima di chi ti aspetti, prima di chiunque altro.
Ed ogni anno e' li', cosi' vicina, cosi', in realta' lontana.

E arrivano cosi'.
Con un "No, ragà, io devo andare in bagno".
E poi un pacchetto, un paio di boxer, bellissimi.
E quelle risate, e quella serata tranquilla, che tanto ti piace.
E poi un campanello, una porta ed una ragazza.
Gli auguri, e poi cose semplici, ma eleganti e, sopratutto, che toccano dentro.
Un biglietto, poche parole, tanto imbarazzo e di nuovo quel viso da bambino felice.
Due foto, due poster, bellissimi, che sanno di te, sanno dei tuoi sogni e del tuo piu' grande dei sogni.
La serenita'.
Poi un attimo, pero' no.

E arrivano cosi'.

Inaspettati, voluti, dimenticati o, piu' semplicemente, ed appositamente, non arrivati.
In ogni cosa c'e' un prima, un durante, un dopo.
Ti chiedi cose, oggi, che hai appena passato, ieri, e che ti aiutaranno a passarle, domani.
E ti chiedi tanto anche dove sia Lei.
Quella Lei che ti vuol fare innamorare, anche se non lo sa.
Quella Lei che ami tanto nei libri, con cui vorresti fare l'amore e, semplicemente, essere la cosa piu' bella che ha.
Quella Lei che, forse, nemmeno ci sara'.

E arrivano cosi'.

Nella mia prima volta dove una data era davvero l'ultimo dei miei pensieri, be', credo che la felicita' questa volta si sia sforzata di darmi una piccola spinta.
E forse perche' non te l'aspettavi, non vi riponevi curiosita' e desideri, semplicemente la vivevi.

E arrivano cosi'.


Tanti auguri.
 
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