19.11.08
Posto cisti
Posto cisti, 02.15.

-Oh Fra... l'accendino. -
-Dov'e'? Ce l'avevi tu.-
-Bo... Chi aveva acceso?-
-Ah... Io.-
-...-
-..Allora ce l'ho io.-

E poi li' a parlare del Cipollino, e del Vanni, e della svedese, mamma mia che bona, quella svedese.
Si'.
La pasta.
-Fra ma se t'ha fatto solo sentire il richiamo e poi dopo dieci minuti era imboscata con un'altro, ma quale svedese va' va'...-
-Eh raga, ma io... li'... li'.... ne avevo vista un'altra piu' bona della svedese!!!!-
E allora giu', via, veloce come il vento, piu' veloce del pensiero in quella macchina al posto cisti, con fra che non si arrende mai, e ce n'e' sempre una piu' bona, e poi un altro racconto e poi un altro e un altro ancora.

Te li ricordi?
Certo che te li ricordi.
Ieri sera ci siamo trovati io e Fra.
Ti ammazzerei.
Ma ti ammazzerei davvero.
Non scherzo.
Pero' mancavi.

Si', ho fumato, e domani me ne pentiro', ma forse e' anche giusto cosi'.
Per ripicca.
O per rimorso.

Scelta ardua.
 
posted by F. Parisi at 02:05 | Permalink | 0 comments
16.11.08
Compromesso
Ci voleva un infortunio, di quelli gravi, ad aprirgli gli occhi.
Il rischio di vedere la propria vita passargli davanti, solo, chiuso in una macchina.
Capire di essere al limite, di avere ancora una possibilita', seppur remota, di potercela fare.
E poi tenere il volante con tutta la forza, in un controsterzo fulminante, come se stessero combattendo due forze molto piu' grandi di semplici attriti.
Come se combattessero la vita, dura, gioiosa e difficoltosa, e la morte, nera, cattiva e paurosa.
Soltanto pochi secondi.
Per fargli capire quanto in fretta qualcosa puo' andare via.
E quanto altro in fretta e' facile aver mancato davvero di dire qualcosa in piu' a una persona una volta cara.

Allora basta.

Basta fermarsi con ipocrisia a quel rapporto che gia' da due anni non ti da' piu' nulla, se non dolori, rabbia e delusione.
Culminando in domande stupide, davvero stupide.
Per poi rivelarti quello che sei.
Un bel doppiogiochista.
Venendo da me a supplicare, a dirmi che vuoi recuperare.
Scontrandoti col mio no.
E correre dall'altra parte, dopo avergli detto dietro a non finire con me davanti, per dare dietro a me.
E poi dici di offenderti?
E' il minimo che tu ti offenda.
Devi offenderti di quanto ti sei dimostrato ripugnante come persona, sparlando per primo alle spalle, senza un briciolo di palle.
Con me hai chiuso, per sempre.
E continuerai, come sempre, perche' e' solo questo che riesci a fare.
In tanti anni non hai capito un cazzo di me, non te ne sei interessato e la tua vita continuava cosi', senza interesse in nulla verso il mondo, semplicemente contento di dire cazzate.
Per me non basta.
Non basta il tuo continuo non ascolto, il tuo voler dimostrare di sapere sparando cavolate, il tuo far finta di essermi amico.
Finalmente ho capito, e mi sono deciso.
E sono piu' felice ora di quanto non lo sia mai stato in precedenza.
E portati dietro chi vuoi, chi ti pare. Non e' affar mio.

La cosa che mi da piu' fastidio?
Continuare a dedicargli dello spazio e del tempo.
Ripeto, non ti meriti proprio nulla.

E qui finisce qualsiasi cosa che io abbia potuto fare con te.

Scrivere cosi' non ha senso.
Pero' fa stare meglio.
Vuol dire che, quanto meno, mi rendo conto della situazione.
E anche se nulla gira come deve girare, anche se la stessa persona di sempre dice di cambiare e si comporta sempre uguale, a me va bene cosi'.
Ho rischiato la vita in autostrada, ho un ginocchio distrutto e ho cancellato una parte di me.
Sono felice di tutto cio'.
Sono felice se sento la Lisa, anche se non ci vediamo da non so quanto. E' una persona che mi fa stare bene, e anche se pesante, e' senz'altro all'altezza di un bel discorso. Sempre.
Sono felice per l'Eli, perche' e' molto piu' avanti lei di quanto non lo sia mai stato io. E perche' ha provato a insegnarmi molto di piu' lei che tutti gli altri messi assieme in 21 anni.
Sono felice anche per te, Pìpi, perche' sei sempre e comunque vicina, anche se spesso mi sembra non sia passato nemmeno un minuto. E a volte non e' sempre un bene.

Felice per tante cose, molto meno per altre.
Cosi' è la vita.

Purtroppo, come ben dice la Lisa, questa societa' ti cresce male. Senza principi, vuoti dentro, con un egoismo assurdo dentro. Come me, che bloccato in una macchina a un cm dal guardrail, ho dovuto tirarmi fuori da solo, mentre le macchine vicine continuavano a non fermarsi.
Questa e' la societa'.
Mi piacerebbe lottare per cambiarla, da solo non riuscirei comunque mai.
Quindi scendiamo a compromessi.
Attenzione, non compromessi tra me e la societa'.
Quelli mai.
Semplicemente, un posto lo devo trovare anche io qui in mezzo.
E anche se non sara' mai quello che voglio, be', che almeno io riesca a starci dentro.
 
posted by F. Parisi at 00:42 | Permalink | 1 comments