6.7.09
Breathe

Sospiri.

Le labbra.

Il collo.

Il lobo dell’orecchio.

Sospiri.

E io ti guardo, incantato, mentre sfioro la tua pelle così dolce, così liscia.

Così mia.

E allora ti accarezzo.

I capelli.

Ti sfioro.

Sospiri.

Poi finalmente.

Le schiudi.

Un po’, un po’ soltanto.

Il battito d’ali d’una farfalla.

Il gorgoglio di un rubinetto aperto.

La freschezza di un ghiacciolo.

Il caldo.

Il freddo.

Le tue mani.

Soffici.

Lunghe e affusolate.

Le sfioro.

Ti appoggi.

Guardi fuori.

Socchiudi gli occhi.

Lasciati andare.

Ora.

Per sempre.

Sospiri.

Respiri.

Sogna le onde sul mare d’estate.

Sogna la sabbia sul corpo assetato.

Sogna la luna dentro un raggio dorato.

Sospiri.

Quasi torni.

Mi sfiori.

Le tue mani tra i capelli.

Un bacio a fior di labbra.

Poi sempre di più.

Sempre di più.

E’ un unico andare.

Soltanto sognare.

Mettersi a gridare.

Sospirare.


“...Mi ricordi quel fiordo d’estate, dove tu e io ci trovavamo per fare l’amore. Tu te lo ricordi? Ti ricordi quando, dietro quella piccola insenatura, nascosta dal mondo, accerchiata dal mare, sfilavi quel minuscolo bikini blu, e ridevi come una matta del mio sguardo da bimbo impaurito? Ti ricordi quando, uno sopra l’altro, mi infilavi nelle mani nei capelli e mi sussurravi, piano, nell’orecchio... “Ti amo”? E ogni notte, per tutte le notti, tornavamo in quel luogo dimenticato dal tempo, e vedevamo passare in lontananza le navi, quei piccoli, grandi pescherecci, che soltanto all’alba si congiungevano con noi, sotto ad una flebile striscia d’argento stesa lontano dai raggi del sole. Ogni notte, per tutte le notti, io non dimenticavo mai di amarti, semplicemente scoprivo sempre di più quanto era possibile amarti davvero. Mi chiedevo come, quando, perchè, poi arrivavi tu, facevamo l’amore, e io mi sentivo rinascere. E tu, tu... Tu sospiravi. Tu sei un fiore. Tu sei la vita. Tu sei la vita e un fiore.”

 
posted by F. Parisi at 01:29 | Permalink |


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