24.7.09
Vieni qui
Ci sono cose che fanno più male di tutto quanto.
Un'attesa a un messaggio che, già, non arriva mai.
Un sì maledetto, un sì mai detto.
La voglia di vivere.
Il bisogno di sognare.

Vieni qui.

La luna, le stelle, il mare di notte, gli scogli sull'acqua.
Il mare che sbatte, all'infinito.
Un mare che fa della sua forza la costanza.
Una farfalla che vola, libera, per soltanto ventiquattro, cortissime ore.

Vieni qui.

Ventiquattro ore che possono cambiare una vita.
Un incidente, un amore, un dolore.
Solo te stesso, contro tutto il mondo.
L'irrefrenabile desiderio di volere bene.

Vieni qui.

Tu, che sempre hai avuto tutto, tutto facile.
Le espressioni di un bimbo che non ti ha mai visto.
E che risponde ad una linguaccia.
Con tutta l'innocenza, che inversamente agli anni, scenderà sempre di più.

Vieni qui.

Un mondo pieno di incrostazioni dorate, di superficialità scontate.
A volte non ci dormi la notte.
E' un problema soltanto tuo, o tuo e di tutto il resto del mondo?
Domande insensate, notti assonnate.

Vieni qui.

Un padre che, è difficile dirlo, a questo punto mi manca.
Una donna, di fianco, che si possa dire Donna.
Un'amica, di quelle amiche che abbracci la sera, soffocando il suo dolore per una persona che non c'è più.
Una pessima, triste, noiosa esistenza.

Vieni qui.

Una telefonata alle due di notte, alle tre, alle sei.
Baciami.
Oppure no.
Almeno, rendiTi felice.

Vieni qui.

Il pensiero di una nonna isolata.
Il pensiero di una nonna amata.
Il pensiero di una nonna malata.
L'amore per una nonna, semplicemente, invecchiata.

Vieni qui.

Capaci di mettere da parte ogni male del mondo.
Per non sentirsi soli.
Una società viziata, delusa, amareggiata.
Una generazione svogliata.

Vieni qui.

Ho voglia di innamorarmi, di quegli amori che ti fanno dannare, che ti dicono cosa vuol dire amare.
Ho voglia di dire "Sì!" ad ogni piccola proposta, un gelato senza portafoglio, una birra offerta da un amico, un viaggio mai programmato.
Ho voglia di scusarmi con tutti quelli che faccio stare male, giorno per giorno, essendo soltanto me stesso.
Ho voglia di ammettere che no, non lo faccio, perchè sono troppo codardo per alzare gli occhi e muovere le labbra.
Due parole.
Soltanto due.

Mi dispiace.

Senza davvero, senza troppi convenevoli, soltanto lasciandosi guidare, per una fottuta volta, da un cuore che ogni tanto, perchè gli va, salta un dente della catena.

Credo di aver concluso qualcosa in questi pochi anni.
Banalmente, sono troppo annebbiato da quella patina di finta realtà che ci piace costruirci, che ci protegge nel nostro nido, che ci permette di unirsi al grande girotondo del mondo tenendo due mani protese a due persone, spesso, sconosciute.

Non troppi desideri, non troppe richieste.

Una moto che ti porterebbe lontano.
Che però ha bisogno di qualcuno, che viaggi per davvero con lei.

Un elenco di nomi, scordati e dimenticati, troppo orgoglioso per averli richiamati.

Credo che il Liga abbia ragione.
Tanto quanto Vasco, George Best o Axl Rose.

La vita è una sola.
Una, sola e soltanto.

Bè.
Vieni qui.
 
posted by F. Parisi at 02:41 | Permalink |


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