9.8.09
Un'orma nel deserto
Troppo stanco per capire di te.
Troppo stanco per capire perché.

La verità?
Non so nemmeno io dove sta.

A volte piccoli momenti di pura felicità.
Troppo spesso istanti di malinconica semplicità.

"Ho creduto troppo spesso di poter essere al di sopra di un qualsiasi amore. Poi, quando l'amore arriva, tu non ci credi, e spendi tutto il tuo tempo a capire se quell'amore, quel fottuto sentimento che ti prende e ti gira il cuore, bè, sia vero. Non lo sai, non lo capisci, ti ostini a pensare, non ti comporti come pensi di essere, scopri qualcuno che può muoverti senza che tu lo voglia davvero. Poi arriva quel punto in cui hai perso tutto il tempo a capire se quello era amore, e quell'amore è andato via. E' andato a cercarsi un altro amore, di quelli che forse pensano meno e vivono di più. E allora ti incazzi, soffri e ti richiudi. E' molto più semplice scappare. Potresti insegnarlo, ormai. E' quella piccola fuga che ti permette di andare avanti, stare bene con tutti, davvero bene con nessuno. Allora ti chiedi come cambiare, e quando arriva il momento non ti accorgi che non sei pronto. E ti chiedi come fare, se chiamare o aspettare, se semplicemente dirle mi da fastidio potrebbe addirittura farti saltare tutto quanto. E allora come si fa? Come si fa ad innamorarsi, vivere per come si è, dare quel che si può ed essere felici per quel che si ha? Perché hai paura? E poi, paura di che? E' più semplice fissare una ragazza insicura, fissarla fino a quando lei non abbassa gli occhi, leggermente rossa e solamente incapace di essere letta dentro, no? No. Ammettilo. Sei soltanto tu, davanti allo specchio, e non vuoi ammettere che tu non sei pronto per amare qualcuno. Non lo sei mai stato, forse non lo sarai mai. Eppure, vorresti soltanto che qualcuno te lo insegnasse. E qualcuno che voleva insegnartelo c'era pure. Solo, hai preferito guardare avanti. Sperando che arrivasse l'amore. Ehi, bello, tira quel freno, e vivi l'amore che hai per tutto il resto. Il sorriso di una madre, lo sbadiglio di un coniglio, l'abbraccio di un bambino. Meraviglio, canta Giuliano. Facile a dirsi. Sei troppo preso a dire "E poi?" per potere capire di noi. Dormici su. La notte porta consiglio. E smetti di lasciare orme nel deserto. Smetti di spazzare sabbia nel vento, lasciando che questa cada di nuovo su di essa, trasportata dallo Scirocco, mischiata a milioni di altri sospiri notturni. Apri gli occhi. Inizia a vivere."
 
posted by F. Parisi at 02:48 | Permalink |


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