Senti soltanto le onde del mare infrangersi a riva, lente, costanti, ripetitive.
Solo il vento soffiare da sud, quello scirocco caldo e avvolgente, che ti circonda la pelle, ti abbraccia le spalle, ti soffoca un urlo.
Arriva la notte, muta e assassina, che ti prende con sè, ti trascina sul ghiaccio, mentre invano ti attacchi a un sussulto, che muore lentamente nel blu.
Giovani rondini libere e veloci, che cercano quella primavera laggiù, incapaci di seguire le brutture del mondo, consce soltanto di dover volare, ogni volta, un pò più su.
Le senti le stelle brillare tu?
Siedo appoggiato al tronco di un melo.
C'è chi ha avuto idee geniali, ha capito cos'era la gravità.
Anche a me piacerebbe avere idee geniali, senza nemmeno toccarla, però, la gravità.
Credi davvero che potremmo far l'amore fino a domani?
Senza pensieri, solo io e te, in un letto consunto e sgualcito, che sa di passione, di lotta e di lacrime?
Pensi sul serio che le spiagge bianche dell'Est possano davvero cambiarmi così?
Se fosse semplice, prenderei un foglio bianco.
Lo piegherei così, in due, poi lo strapperei a metà.
Una prima metà sarebbe tua, cosicchè tu possa scrivere quello che ti piace sognare, quello che ti fa impazzire o quello che ti piacerebbe guardare.
Potresti disegnare castelli incantati, un prato fiorito o una città innevata.
Un cuore, un cane, un delfino.
Butteresti giù soltanto una parte di tutto quello che non sai di dare, perchè è così che tu riesci ad amare.
L'altra metà del foglio bianco rimarrebbe a me.
Oh, non sai quanto è dura avere davanti una pagina bianca da iniziare.
Sono bravissimo a correggere le bozze, a completare una frase iniziata, a suggerire un finale originale.
Ma quando si tratta di partire, no, non è proprio il mio turno.
Farei così.
Disegnerei il mondo, intero e infinito, stilizzandolo un pò.
Poi, senza guardare, lascerei cadere la mia matita nera.
Quel puntino color grafite sarà dove io cercherò il colore, il calore, l'amore.

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