5.2.10
Solo un grande, immenso dolore.
 
posted by F. Parisi at 18:52 | Permalink | 2 comments
2.2.10
Flebili muri d'acciaio
E mentre provi a combattere contro i mulini a vento, veloci scorrono via immagini di una vita che non è più tua.
Un bambino su un marciapiede che piange nel vuoto, tenendo stretto a sè soltanto quel pupazzo a mò di orso che da quando è nato piange con lui.
Una vecchia signora in carrozzina, lasciata da parte all'Ikea mentre badanti più giovani discutono su quanto queste mese possono permettersi di trucchi e stronzate varie.
Lo sguardo di una ragazza in metro che chiude la conversazione al telefono, probabilmente con qualcuno che difficilmente potrà restituirle appieno il suo sorriso.
Vivi tenendoti impegnato, senza pensare, crollando quando sei solo, quando sotto la doccia le tue lacrime non fanno altro che scivolare via con l'acqua che ti piove addosso.
Ti alzi la mattina cercando di togliere i peccati dal mondo, ma come puoi tu, che ne sei il primo ogni alba d'inverno?
E allora rimani lì un pò cosi, dentro quel box di vetro e lacrime, a lavar via con te quei dispiaceri che ogni giorno la vita ti da, cercando di guardare in alto le gocce cadere, e sperare che tra di loro ci siano anche piccoli momenti di felicità, che ti danno la forza, di nuovo, giorno dopo notte, alba dopo tramonto, di aprire di nuovo la maniglia della doccia.
 
posted by F. Parisi at 10:58 | Permalink | 1 comments
31.1.10
Se vi dicessero
Se vi dicessero che la vita è fatta per sognare, muoversi, soffrire e sperare, voi come la vivreste?
Se ti dicessero che, in realtà, l'attimo vissuto l'hai già perso, e lotti continuamente con te stesso per arrivare a quello dopo, e una volta che vi approdi bè, quell'attimo lì, quell'attimo lì l'hai già passato, tu, tu come ti comporteresti?
Una sera di queste appena trascorse passeggiavo per Venezia, stanco dalle giornate un pò noiose e un pò annoiate, stupito nel vedermi ascoltare mentre semplicemente inizio a parlare.
Passeggiavo a fianco di ragazzi e ragazzi, con sogni, problemi, amori e passioni, accenti diversi ma in fondo tutti uguali, e mi domandavo dov'erano stati questi ragazzi e queste ragazze, fino ad adesso.
Ho visto la determinazione negli occhi di un'emiliana, di quelli che non ti possono far altro che provare stima, immensa, e voglia di augurargli ogni cosa, sempre più bella.
Senza cinismo, senza invidia.
Soltanto una voglia matta di vederla felice.
Poi ho visto, negli occhi di quella stessa ragazza, la paura e l'insicurezza, dettata da qualcosa forse di troppo grande per capirlo in cinque brevissimi giorni.
Ci ho visto la voglia di vivere e di amare, o forse soltanto di provare un'avventura con la "C" aspirata. Mi son sentito più piccolo di quanto son mai stato fino ad oggi vedendola scalare un muro di ghiaccio, che voglia matta di poterle buttare una corda e tirarla su il più in fretta possibile.
Ho visto la spensieratezza negli occhi di una papera, l'essere donna e ragazza allo stesso tempo, il sapersi fare strada, il sorridere e il voler arrivare.
Ci ho visto l'essere un buon amico senza saperlo, senza chiederlo e senza volerlo.
L'ho visto arrivare, da lontano, senza averlo mai visto, l'ho visto sedersi, l'ho visto guardarmi, l'ho visto semplicemente chiedere qualcosa che qualcun'altro mai aveva chiesto.
Ho visto un muro di Milano, di quelli che ti sembrano tanto facili da scalare ma che all'ultimo, quando vedi la vetta, diventano ripidi, scivolosi, lontani.
Ci ho visto dentro un pò di me stesso.

Ho visto vivere Venezia come non vedevo vivere me stesso da tanto.

Se vi dicessero che è possibile vivere senza accorgersene, ci credereste?
 
posted by F. Parisi at 13:18 | Permalink | 2 comments